Il finanziamento dei partiti: da metodo diretto a indiretto

Il decreto sui rimborsi ai partiti, varato dal Governo, non è un addio definitivo ai finanziamenti statali, ma un passaggio da finanziamento diretto, metodo in vigore, a indiretto. Attualmente lo Stato eroga 91 milioni di euro tra fondi diretti e indiretti ( diretti, sono quelli dei rimborsi elettorali, indiretti sono le erogazioni liberali ai partiti politici che il contribuente deve mettere nella sua dichiarazione dei redditi ai (righi da RP17 a RP19, codice 19), che danno diritto alla detrazione del 19%. Solo dal 2017 avrà termine il meccanismo che lo Stato versa nelle casse dei partiti in base voti ricevuti dalle elezioni politiche.

Con il Decreto si passa al metodo indiretto e lo Stato finanzia i partiti:
a) attraverso il 2 x 1000 dell’imposta sul reddito (la “propria” Irpef), a prescindere che i cittadini decidano o non decidano di destinarlo a favore di una organizzazione politica;
b) attraverso le sontuose detrazioni fiscali che lo Stato concede ai privati cittadini o altre organizzazioni che vogliono effettuare erogazioni liberali ai partiti o forze politiche.

Infatti a decorrere dal 2014, dall’imposta lorda sul reddito si potranno detrarre le erogazioni liberali in denaro effettuate dai cittadini contribuenti in favore dei partiti per il 37% per importi compresi tra 30 e 20mila euro annui e del 26% tra 20.001 e 70.000 euro l’anno. In un momento cosi particolare che vive il nostro Paese, dove vige la massima sfiducia degli italiani nei confronti della politica in generale, dove ogni giorno i media evidenziano appropriazione indebite dei politici, di soldi pubblici, versati dai cittadini per avere servizi, mi chiedo: ma la detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi, per spese sanitarie; per spese per i mezzi di necessari per l’accompagnamento, la deambulazione dei disabili; spese per l’acquisto e la riparazione di veicoli dei disabili; spese per l’istruzione secondaria e universitaria; spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede, ecc. non è ridicola, provocatoria e offensiva per gli italiani, rispetto al 37% e il 26% di detrazioni per le erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici?

Mario Bonelli Dottore Commercialista e Revisore dei conti enti locali

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