Bacchus, due appuntamenti con musica e pittura

Il giovane Edoardo Cremonese domani sera si esibirà  stasera alle ore 21.30.

BIO
Edoardo Cremonese (già Edo), classe 1986, è un padovano purosangue che dal 2009 vive a Milano. A 19 anni viene ingaggiato da MTV per buttarsi col paracadute sul palco di TRL durante l’esibizione live dei Muse, sotto lo sguardo allibito di migliaia di persone. Nel 2004 forma gli Isterica, la sua prima band, ma è dal 2007 che comincia ad intraprendere la strada “solista” con lo pseudonimo di Edo; nel 2008 realizza con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle un album che non vedrà mai la luce. Nel 2009 schioda da Padova, non prima di aver registrato fra le ante del suo armadio l’ep “Naso a tramezzino”, che segna il suo debutto nel mondo del “cantautorato” italiano, riscuotendo un inaspettato interesse (XL di Repubblica, Blow up, Rockit ecc.) e incuriosendo diversi addetti ai lavori. Nel frattempo all’Accademia di Brera a Milano perfeziona gli studi di “Belle Arti” cominciati a Venezia, intensificando parallelamente la sua attività musicale. Raccoglie storie e ispirazioni, si sposta dall’armadio all’altro lato della camera e sotto il suo letto a soppalco nasce “Per Vedere Lost”, prima prova sulla lunga distanza totalmente autoprodotta che vede la luce nel 2011 ed in cui fa tutto da se: scrive, canta e suona tutto il necessario. Seguono un paio di anni in giro per l’Italia caratterizzati da oltre cento concerti, alcune volte da solo con la sua chitarrina acustica, altre volte accompagnato dai “Bucanieri”, band di amici storici con cui il rapporto si intensifica e che perciò Edoardo decide di coinvolgere per le registrazioni del suo nuovo album. Abbandonato lo pseudonimo Edo per tornare al proprio nome e cognome, l’artista inizia nel 2012 a lavorare a “Siamo il remix dei nostri genitori”, è uscito lo scorso ottobre per Libellula/Dischi Soviet Studio.

Domenica 15 Dicembre l’osteria Bacchus alle ore 18 ha il piacere di ospitare la vernissage di Giulia Babbini.
La pittrice  ha frequentato il liceo artistico Artemisia Gentileschi di Carrara ed ha proseguito gli studi all’accademia di belle arti nella medesima città.
Inizialmente la sua sperimentazione e’ partita con l’utilizzo di colori acrilici su legno, tipo ante di pollai ,che “riportava in vita”, sulla base di ciò che il suo professore Cargiolli Claudio le ha insegnato.
Successivamente si è’ avvicinata all’acquerello, tecnica a Giulia molto cara, data la sua poca pazienza, ed al gesso acrilico, base di quasi tutti i suoi lavori. L’artista che ammira di più e’ Alberto Burri, legato all’arte informale italiana.
Giulia sa bene che il percorso davanti e’ ancora molto lungo, ma nelle poche esperienze acquisite sa che non dovrà rinunciare a ciò che più le sta a  cuore: i suoi colori.

 

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