Anche Andreini (PSI) interviene nella querelle Patrignani-Cisl

Mi permetto di dire che trovo incredibile sul piano politico e sindacale la dichiarazione fatta dal segretario della cisl del commercio che , rispondendo ad una delegata del suo sindacato che gli ha contestato un accordo sindacale, gli risponde ,attaccandola, e soprattutto difendendo le ragioni dell’azienda.
Primo punto sul quale lo invito a riflettere è che i diritti contrattuali dei lavoratori e quelli acquisiti non sono nelle disponibilità del sindacato; in quanto diritti individuali, esistono migliaia di sentenze a questo proposito, non a caso il legislatore fino all’anno scorso aveva previsto che la trasformazione dell’orario da full time a part time, dovesse essere firmato obbligatoriamente e motivato tra il datore di lavoro e il lavoratore negli uffici della direzione del lavoro, proprio per evitare di mettere di fatto il lavoratore di fronte alla secca alternativa o fai venti ore o ti licenzio.
Siccome una legge vergognosa come quella del ministro Fornero ha permesso ai datori di lavoro di avere questa opportunità, è veramente singolare sentire da un sindacalista, non dall’azienda, che l’alternativa al licenziamento è uno stipendio di 450 euro, come prenderebbero ad esempio coloro che movimentano la merce, nei contratti di settore. Faccio rilevare che è meno dell’indennità di disoccupazione.

Se estrapolassimo questa posizione in campo nazionale e diventasse una proposta sindacale, avremmo risolto tutti i problemi della nostra economia; siccome esiste una crisi drammatica, blocchiamo tutte le tredicesime. Nelle situazioni di crisi, invece di fare quaranta ore da contratto, e come alternativa alla Cassa o ai contatti di solidarietà, trasformiamo tutti i contratti a 20 ore, e nel frattempo ovviamente , non rinnoviamo i contratti in scadenza.  Questo è quello che propone il sindacato italiano ai lavoratori, per risolvere le situazioni di crisi? Cancellare i propri diritti conquistati con anni di lotte , dai lavoratori e da sindacalisti , che si rifiutavano di firmare simili ricatti occupazionali, quello che viene proposto è di portare i lavoratori italiani ai livelli dei paesi che non hanno tutele sindacali.

Spiace, ma non è questo il compito del sindacato; oggi il suo compito è affrontare caso per caso, ma non certo abdicare al proprio ruolo e trincerarsi dietro al fatto che la gente sarebbe tutta d’accordo, come se a uno si dicesse o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra, davvero il sindacato ha fatto il suo compito , o non ha consentito all’azienda di porre un aut aut ai lavoratori. Coop service, che ha acquistato, Logos  ha 12.000 dipendenti, è presente anche in città, in alcuni cantieri, e basta andare su internet per vedere le centinaia di vertenze che ha nei suoi cantieri con il sindacato, negli ospedali a Tor vergata , nelle mense in Emilia , nell’Università a Bologna e si potrebbe continuare all’infinito.

La Logos è un’azienda storica spezzina , un consorzio nato dalla volontà anche politica di lega coop e di confcooperative , e non può impunemente finire in mano di chi intende le relazioni industriali a un verso solo, nonostante si chiami cooperativa, e abbia come scopo sociale , non la ricerca del profitto, ma il benessere dei propri soci lavoratori. Ho ricoperto fino al recente congresso del Partito socialista il ruolo di responsabile nazionale del mercato del lavoro e credo che il compito delle forze progressiste e delle organizzazioni sindacali debba essere quello di lottare e di contrastare la rassegnazione e di costringere i padroni a capire che non si esce dalla crisi tornando indietro, ma solo andando avanti insieme e salvaguardando diritti e posti di lavoro, questo credo debba essere il compito del sindacato e so che in tutta Italia, pur faticando, lo portano avanti fra mille difficoltà.

Marco Andreini
Consiglio nazionale
Partito Socialista Italiano

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