2142, l’opera prima di Alex Cantarelli, tra fantascienza e filosofia

Alex Cantarelli, classe 1970, è laureato in FIlosofia. Dal 1995 si occupa di teatro e danza, regista, autore teatrale e musicista, ha diretto trentacinque spettacoli in bilico tra corpo e parola.

2142 (Edizioni Ensemble) è la sua prima opera narrativa, otto racconti fantascientifici legati da un unico filo conduttore, la ricerca di qualcosa che si è quasi totalmente perduto nell’anno che da il titolo al libro: l’umanità.

Un quadro dirigente in erba sospetta dell’effettiva pericolosità di un grande Piano. Sventarlo sarebbe una grande mossa da parte della Sicurezza? Una missione extra-sistema si perde nello spazio-tempo. Una regione immaginaria, una Biblioteca immaginaria, in un’epoca in cui molti dei classici sono andati perduti. Un’identità che si perde e si trasforma, per un piano globale, in una pericolosa e manovrabile identità di genere. Una madre che “passa di stato” e un mondo ancora più futuribile in cui il corpo si è definitivamente estinto. Perchè il corpo, la salute, la salvezza, il contatto sono variabili che mal si conciliano con un futuro in cui prevalgono la macchina e le sue sicurezze. Otto racconti avvincenti e struggenti, che parlano d’altro, che rimandano alle questioni profonde del nostro vivere. Il tutto in un tempo inventato sì, fatto di auto che volano, di nutrizione controllata, di colonie galattiche; ma un tempo in fondo non così lontano.

 

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