Libro su Marco Colombo presentato venerdì 13 alla Capellini

Nel Salone Sforza dell’Accademia Lunigianese di Scienze «Giovanni Capellini», in via XX settembre 148, alla Spezia, alle ore 17,30 di venerdì 13 dicembre 2013, sarà presentato il volume «Marco Colombo – Compendio di fisiologia, febbri intermittenti, patologia, materia medica e medicina pratica». Il libro edito per i tipi dell’Accademia nella collana Genti e Paesi, vol. XIV, è stato curato da Laura Lotti e sarà introdotto da Paolo Francesco Peloso, storico e psichiatra, e da Franco Gugliemi, medico e cultore di storia della medicina.
Marco Colombo fu medico, poeta e patriota risorgimentale ed è citato nei «Ricordi» di Giovanni Capellini, del cui padre Francesco fu amico. Nacque a San Venerio nel 1802 e conseguì la laurea all’ateneo di Bologna e l’abilitazione presso l’Università di Genova; nel 1948, iniziò la sua professione presso l’Ospedale di San Nicola di Vezzano Ligure, della cui comunità divenne medico condotto. Egli aderì alla “nuova dottrina medica italiana”, diffusa dal suo professore e amico Giacomo Tommasini, docente di clinica medica a Bologna, che poneva una netta distinzione fra la sintomatologia, lo studio degli effetti della sofferenza degli organi, e la semiologia, l’analisi degli indicatori che consentono di redigere una diagnosi, distinguendo quindi la figura del medico da quella del chirurgo.
Nel volume sono contenute le osservazioni e le considerazioni scientifiche del clinico alle prese con le diverse sofferenze che afflissero la comunità vezzanese in un’epoca segnata da frequenti pandemie, fra cui il colera, e sono presenti interessanti studi e ricerche sugli effetti benefici nel corpo del malato dei minerali e delle piante officinali.
L’opera di ricerca e di minuziosa ricostruzione dei documenti lasciatici dal sanitario Marco Colombo è opera di Laura Lotti e il volume è stato pubblicato dall’Accademia Capellini, con la collaborazione del Comune di Vezzano Ligure e con il patrocinio del Lions Club Ceparana.
La presentazione del libro è aperta al pubblico, che si attende numeroso, in considerazione dell’interesse che tale approfondito studio può suscitare, poiché coniuga con curiosità gli aspetti scientifici della storia medica della metà dell’Ottocento con la vita della comunità locale.

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