La Spezia, una città da rispettare e amare

Dirigere una testata giornalistica che rappresenti La Spezia e il suo territorio per un giornalista che non ci abita potrebbe apparire un controsenso, un incarico privo di contatti diretti con la realtà sociale, politica e culturale. Un buon giornalista deve conoscere e confrontarsi con le istituzioni che governano il bene pubblico, con chi lavora per l’economia locale, e non ultimi i cittadini che chiedono di essere informati. Aver accettato dall’editore di La Spezia Oggi la direzione del giornale web è la logica conseguenza di una profonda conoscenza della città e del suo tessuto urbano, del suo mare che la circonda con il Golfo dei Poeti, le Cinque Terre, Portovenere, e il suo entroterra. La frequentazione nel corso degli anni ha permesso di capire come Spezia abbia un potenziale di sviluppo culturale e turistico non del tutto compreso o in qualche occasione mal sfruttato.

Le bellezze paesaggistiche sono meta si di turisti provenienti da tutto il mondo, basti frequentare uno dei caratteristici paesi che si susseguono nelle Cinque Terre, per capire come un turismo di massa non sia la soluzione migliore per valorizzare un bene definito Patrimonio dell’Umanità. Non del tutto rispettato e protetto se si ci reca ad esempio a Corniglia dove si potrà notare il fatiscente ammasso di baracche che un tempo costituiva un villaggio turistico nel tratto iniziale della passeggiata dell’amore, ora chiusa dopo le frane causate dallo smottamento dei terreni a causa dell’alluvione. Un brutto biglietto da visita per chi scende dal treno e voglia ammirare la bellezza del luogo. Una spiaggia come Guvano abbandonata a se stessa con il suo degrado ambientale causato dall’uomo che la frequenta. Sono alcuni esempi di come l’incuria dell’uomo abbia contribuito negli anni a trascurare un territorio vocato all’agricoltura dei terrazzamenti costruiti con tanta ostinazione ora sempre più abbandonati. La mano dell’uomo moderno si è distinta per la costruzione di edifici che sempre snaturano l’armonia della natura creatasi nei secoli.

La città di La Spezia con le sue contraddizioni porto di una base navale militare, approdo recente di navi da crociera, punto di partenza per le escursioni sull’isola della Palmaria. Una città che deve ancora trovare una sua identità precisa e trasformarsi in uno scalo non solo per il commercio ma anche per un turismo di eccellenza. Per far questo però chi governa deve trovare le soluzioni più idonee per far fronte ad un rinnovamento degli arredi urbani e dei servizi collettivi, condiviso e sostenibile. Dotare la città di infrastrutture capaci di soddisfare i bisogni del cittadino. Risanare molti luoghi pubblici come i parchi cittadini, uno fra tutti quello che porta al castello della città. L’erba incolta cresciuta a dismisura da il segno di come sia stato lasciato al suo destino. Forse sono dei dettagli di poco conto rispetto ai problemi ben più sostanziali come la centrale a carbone, il tanto contestato progetto del rifacimento di Piazza Verdi, o il nuovo ospedale. La vivibilità della città si misura però anche sulle piccole cose che danno la misura di come si possa fare molto per rendere più piacevole la vita di chi ci abita.

La volontà di questa direzione che assumo come una sfida sarà quella di partire da qui per raccontare la vita della città e ascoltare tutti, sia cittadini che istituzioni per stimolare una dialettica in grado di contribuire a rendere Spezia una città che merita di essere conosciuta e amata.

Roberto Rinaldi

direttore responsabile

(immagini tratte da http://www.liguriacards.com)

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