Frana di Monte Montada: Canti dà il via alla messa in sicurezza

Monte Montada, sulla collina di Pitelli, la cosiddetta collina dei veleni, era in origine un sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti urbani, ma col tempo si è trasformata in una vera  e propria discarica, nella quale sono state depositate, nel corso degli anni, 150mila tonnellate di spazzatura. Il sito è dotato di impianto per la raccolta del percolato (il liquido che fuoriesce dai rifiuti in decomposizione o dalle infiltrazioni di acqua nei rifiuti stessi, inquinante), che, attraverso un tubo, si sarebbe dovuto depositare in una vasca. Il sito fu sequestrato nel 1999 e dissequestrato nel 2011: lo stato era di abbandono, il tubo per la raccolta del percolato tranciato, con conseguente fuoriuscita del liquido nel Rio Pagliari, come dichiarato da Jacopo Tinti, geologo.

Le tonnellate di rifiuti sono ancora lì, non sono state portate via e il terreno è, a oggi, inutilizzabile. “Finché il Comune non porta via quei rifiuti” dice il proprietario, l’imprenditore Alessandro Canti,  “non posso fare nulla qui. Ho in ballo diverse ipotesi, come ad esempio campi da golf, o un’area verde, ma sono bloccato“. L’ha dichiarato stamattina, nel corso di una visita guidata al territorio, al quale hanno presenziato, oltre alla stampa, i consiglieri Ivan Mirenda, Carlo Colombini, Christian Bertagna e Giulio Guerri, e la rappresentante del Comitato Quartieri del Levante, Rita Casagrande.

Su Monte Montada c’è in corso una vera  e propria  battaglia che sta andando avanti da tempo a suon di esposti e  ricorsi al Tar: il Comune dice di aver fatto tutto il possibile e minaccia querele: ci sono fatture pagate ad Acam per la manutenzione del sito, ma questa manutenzione non sembra essere stata fatta. Alcuni mesi fa la collina ha iniziato a franare e fino a questo momento nessuno è intervenuto. Da qualche giorno i lavori sono stati avviati, per iniziativa del proprietario: il Tar ha stabilito che la colpa dello stato di degrado non è dei proprietari, ma “se frana tutto e ci va di mezzo un autobus, in galera ci vado io” conclude Canti.

Insomma, è un vero e proprio ginepraio da cui sarà difficile uscire. Quello che è certo è che la situazione è di reale pericolo e si deve velocemente procedere alla messa in sicurezza della frana e poi al trasferimento dei rifiuti in sede più idonea.

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