Depuratore di Levanto: 5 domande al presidente Agata

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Comitato Vallesanta ha più volte espresso dubbi sulla trasparenza nella realizzazione del depuratore intercomunale Levanto-Bonassola e sull’opportunità di costruirlo nell’area franosa in località Vallesanta. Inoltre, già nel marzo 2012 il Comitato denunciò pubblicamente anche le perplessità riguardanti la costruzione di 16 box auto all’interno dell’edificio del depuratore. Il Sindaco di Levanto, in consiglio comunale, dichiarò invece che “considerate le difficoltà logistiche del sito, riteniamo opportuno non realizzare più i box auto che avevamo programmato”. Mentiva sapendo di mentire: infatti nel progetto i box auto ci sono… A che servono? Forse a baratto della rinuncia a qualche ricorso legale, il tutto a spese dei levantesi?

Lo scorso 18 ottobre il Comitato Vallesanta ha richiesto ai consigli comunali di Levanto e Bonassola le verifiche per la mancata pubblicazione sull’albo pretorio del progetto del depuratore e sulla presunta illegittimità operativa della Levante Sviluppo SpA: ad oggi, ad eccezione di una sterile e non documentata nota degli uffici tecnici di settore, non ha ricevuto alcuna comunicazione nel merito. Trattandosi di opera pubblica, l’ormai manifesta volontà di non  pubblicare il progetto e gli atti relativi ad una opera pubblica del valore di quasi 10 milioni di euro, fa sorgere dubbi sulla vantata regolarità e trasparenza dell’operato degli amministratori di Levanto e di Bonassola.

Allora, in ultima istanza, rivolgiamo un pubblico appello con cinque domande al presidente della Levante Sviluppo SpA, dott. Ilario Agata: nella sua qualità di amministratore della società pubblica committente del depuratore, ma anche nella sua veste di dirigente politico, dato che Agata, oltre a ricoprire numerose cariche amministrative (anche a livello provinciale), è il segretario della sezione levantese del Pd, il partito che esprime e sostiene l’attuale amministrazione comunale di Levanto.

1. Perché il dott. Agata non rende pubblici, sui siti web dei Comuni di Levanto e di Bonassola, il “Permesso di costruire” numero 28, rilasciato in data 3 ottobre 2013 alla Levante Sviluppo SpA, con i progetti allegati, i costi del depuratore, la funzione e i costi dei 16 box auto?

2. Perché il dott. Agata non rende pubblici, sui siti web dei Comuni di Levanto e Bonassola, i bilanci societari e informa come finanzierà la costruzione del depuratore e dei 16 box auto, visto che i soldi (milioni di euro) sono pubblici e sono prelevati dalle tasche di tutti i cittadini di Levanto e di Bonassola?

3. Perché il dott. Agata non rende pubblici, sui siti web dei Comuni di Levanto e Bonassola, gli atti stipulati in data 27 novembre 2006 relativi all’aumento del capitale della Levante Sviluppo SpA, di proprietà per il 90% dei cittadini di Levanto e per il 10% dei cittadini di Bonassola?

4. Perché il dott. Agata non rende pubblici, sui siti web dei Comuni di Levanto e Bonassola, gli atti e le ragioni per cui la Levante Sviluppo Spa ha comprato il terreno dove si sta costruendo il depuratore dalla Levanto Waterfront srl, pagandolo un prezzo 6 volte superiore (euro 68,57 al mq) di quello pagato dalla stessa società a maggioranza pubblica Levanto Waterfront srl (euro 10,62 al mq), di cui Agata è oggi consigliere di amministrazione, ricoprendo così nello stesso tempo il ruolo di controllato e di controllore delle attività delle due società pubbliche?

5. Perché il dott. Agata non spiega se è compatibile il funzionamento del depuratore con la collassata e vetusta rete fognaria comunale, indicando quanto costerà la posa della tubatura di collegamento con la rete fognaria di Bonassola,  prevista durante i lavori della pista ciclabile ma “dimenticata”, così che si dovrà demolire  un’opera da poco ultimata, e specificando anche chi pagherà questa “dimenticanza”?

 

 

 

 

 

 

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