Il ministro Orlando promette decarbonizzazione e energie rinnovabili

Decarbonizzazione e rinnovabili. Queste le parole chiave dell’intervento del ministro dell’ambiente, lo spezzino Andrea Orlando, all’incontro di ieri al Centro Allende su energia e ambiente, organizzato dall’ex sindaco Giorgio Pagano con la sua Associazione Mediterraneo. Il cammino dal carbone alle rinnovabili non è, però, semplice e veloce. Nessuna decisione può prescindere da quelle degli altri Paesi europei, per questo si sta ancora lavorando a un piano energetico nazionale. Per quanto riguarda la discussa approvazione della recente AIA sulla centrale Enel spezzina (altri 8 anni di carbone), il ministro ha dichiarato di aver scelto la strada dell’approvazione, tenendo ben ferma la volontà di ridurre al minimo le emissioni.  E non era possibile chiedere che la centrale bruciasse metano, perché l’AIA non consente di intervenire in questo senso, a meno che non vi siano delle anomalie molto evidenti. Alessandro Bertelà, del Comitato Speziaviadalcarbone, chiede se non sono anomalie evidenti i fenomeni di dispersione del carbone durante il trasporto o la pioggia di carbone del 27 settembre, ma – dice il ministro- quelle non lo sono, non ci sono rilievi scientifici.

Perplessità su questa AIA vengono anche dall’altra referente di Speziaviadalcarbone, Daniela Patrucco, che ironizza sul fatto di essere comunque quasi del tutto d’accordo con Orlando e da Stefano Sarti di Legambiente.

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Orlando ha poi ricordato che la centrale Enel di Spezia non è come quella di Vado Ligure, perché la nostra è stata “ambientalizzata” più di recente. Invita anche a non “mitizzare” i Paesi esteri: la Svizzera, ad esempio, non ha le centrali a carbone, ma utilizza i termovalorizzatori, ipotesi respinta da molti ambientalisti, qui in Italia. Ogni soluzione ha i suoi pro e i suoi contro e, soprattutto, nessuna è a impatto zero.

Questo è sicuramente vero, ma intanto procedere il più velocemente possibile verso l’uscita dal carbone sarebbe un primo, importante passo. Un passo che sicuramente non dipende solo dal ministro, ma che il Governo dovrebbe impegnarsi a percorrere. E non sono solo “quattro ambientalisti” a chiederlo: la consapevolezza degli effetti negativi che hanno le centrali a carbone sulla popolazione è comune a moltissimi cittadini e non a caso la petizione lanciata proprio da Speziaviadalcarbone (link) ha già raccolto quasi 29mila firme in pochi giorni. 

 

 

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