La donna del mese: Laura Conti

Nel ventennale della sua scomparsa, dedichiamo questo nostro appuntamento mensile con una donna speciale a Laura Conti, ambientalista, partigiana, medico, scrittrice, deputata, promotrice e rappresentante dell’ambientalismo italiano.

Nata ad Udine in una famiglia ferventemente antifascista, visse a Trieste, Verona e Milano dove frequentò la facoltà di medicina. Nel gennaio del 1944 entra a far parte del Fronte della gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà di Eugenio Curiel, dove ebbe il rischioso incarico di fare propaganda presso le caserme. «Avevo molta paura ma al contempo avevo la sensazione che il mondo fosse troppo piccolo per albergare i nazisti e me, che fosse persino necessario morire, perché se i nazisti avessero trionfato, il mondo non avrebbe più avuto attrattive». Il 4 luglio viene arrestata durante una riunione di studenti socialisti e antifascisti e il 7 settembre viene internata nel Campo di transito di Bolzano, ma riesce fortunosamente ad evitare la deportazione in Germania.
Tornata libera, consegue la laurea in medicina, trasferendosi a Milano, dove svolge il suo impegno politico prima nelle file del Partito socialista, e dal 1951 in quello comunista, rivestendo gli incarichi di consigliera provinciale dal 1960 al 1970 e successivamente, fino al 1980, di consigliera regionale della Lombardia. Nel 1987 è eletta alla Camera dei Deputati, concludendo la legislatura un anno prima della morte, avvenuta nel maggio 1993.

Particolarmente interessata ai problemi ecologici, in anni in cui la questione ambientale era considerata secondaria, fu tra le prime a introdurre in Italia riflessioni sui problemi dello sviluppo, sulla limitatezza delle risorse, del rapporto tra sviluppo industriale e distruzione/conservazione della natura; la sua opera Che cos’è l’ecologia si impose all’attenzione del pubblico e divenne un testo fondamentale per la formazione dell’allora nascente movimento ambientalista. Nel ’76, con l’incidente di Seveso, il suo nome venne conosciuto dal grande pubblico: con coraggio e profonda umanità condusse per anni una durissima campagna contro quanti intendevano minimizzare il disastro ed eludere responsabilità politiche e civili. Operò attivamente, con altri studiosi, per costituire, all’interno dell’ARCI, la Lega per l’Ambiente, della quale fu poi presidente del Comitato scientifico.

A Laura Conti è dedicato dal 2000 il Premio Ecologia per tesi di laurea promosso dall’Ecoistituto del Veneto Alex Langer e il prestigioso Premio di Giornalismo Ambientale. Il suo fondo, con il materiale che è stato possibile recuperare, è stato inventariato dalla Fondazione Luigi Micheletti di Brescia.

 

Fonti: www.enciclopediadelledonne.it, www.lanuovaecologia.it, wikipedia

 

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