Vecchi errori, vecchie e nuove ferite

Sono stata chiamata a scrivere alcune righe dagli amici della redazione anche se è difficile per me farlo. Il rispetto. Quello che mi lega a questa terra forte e orgogliosa da così tanto tempo, da farmi sentire i silenzi più adeguati delle parole.  Ma ho anche imparato che la riservatezza di questa terra meriti invece due considerazioni (e soprattutto azioni) spese almeno da altri. Un’empatia naturale che unisce la nostra Liguria alla ormai mia Sardegna… due popolazioni tenaci e combattive, entrambe colpite da alluvioni devastanti. Non ho risposte da dare ai perché, anzi in parte le ho ma non servono espresse da me. Credo vi siano persone ben consapevoli di averne ruolo e spero lo facciano, con azioni più che con soliti eterni proclami.

La politica puzza come puzzano le acque marce che vanno ora ad inondare vite e cose, non qui solo. Un paese devastato, reso idrogeologicamente inadatto dal cemento, a fiumi anch’esso, come l’acqua. Devastato dall’inadeguatezza di una politica nazionale che non sa pensare ormai ad altro che a ‘grandi opere’ inutili quanto immediate nel riscontro emotivo del voto….pulire argini non porta risultati politici… costruire sì. Paesaggio che non esiste più, senza tutela. Non si può più dire “catastrofi imprevedibili”, ormai sappiamo di cosa si tratta, che ormai succede e che succederà ancora, bisogna agire, pulire, decementificare. E quando non si è pronti io credo si debbano presidiare ponti, bloccare sottopassi, avvisare le persone di non sostare ai piani bassi. Prima, quando si da l’allerta, non dopo.

Non riesco a parlare delle persone di Sardegna che se ne sono andate. Fare i nomi è di norma un tributo dovuto; ma non mio, e ritengo che spesso diventi morboso. Chi è morto si sa, il come pure; giovanissime vite …salvabili pare, alcune, ma non è avvenuto. Rispettiamole dunque senza sezionare a non finire l’agonia con la quale se ne sono andate, ma facendo del nostro meglio, tutti, perché questi eventi si ripetano sempre meno. L’unica maniera sana per onorarle. Occupiamoci del nostro territorio, curiamolo evitando politici e politiche che agiscono solo in virtù del mattone. Ma la realtà è che non lo faremo, troppe vite a campare su di esso senza saperlo sostituire con altro; e non starò io qui, ora, a dire da dove/chi parte l’errore e dove si conclude. Ma come si conclude, ed è evidente: con i morti.  Terra che ha bisogno di respirare e cemento sulla pelle a chiuderne i pori e uccidere qualsiasi forma di vita.

Io so che noi gente della Liguria non abbiamo bisogno di immagini per capire cosa sta vivendo ora questa terra, come non abbiamo bisogno di tante parole per sapergli essere fattivamente accanto. Un aiuto per la Sardegna, ora. I due riferimenti sicuri forniti da personale di soccorso:

Conto Corrente n. 0540 – 070361388 – IBAN IT72U 01015 84980 000070361388 – BIC (codice swift) BPMOIT22XXX. Causale: Comune di Olbia Emergenza Alluvione.

Le Acli della Sardegna hanno avviato una raccolta fondi a favore delle comunità più colpite dall’alluvione che da ieri imperversa sull’isola. Chiunque voglia contribuire può effettuare donazioni sul conto corrente Emergenza Sardegna:

IBAN IT37R0100504800000000006229.

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