Erronei presupposti istruttori: così la Soprintendenza boccia il Vannetti-Buren

La Soprintendenza s’è espressa, come già detto ieri: i pini di Piazza Verdi non possono essere toccati, il filare è vincolato. Il documento, che oggi è liberamente accessibile a tutti, (lanazione.it) parla di “erronei presupposti istruttori“, che hanno condotto a una “sviata valutazione“. Il riferimento è alla relazione della dottoressa Marzia Ratti, che datava 1955 il filare, non considerandolo quindi  come  parte integrante della piazza. Gli atti consegnati dal Comitato per Piazza Verdi, invece, hanno dimostrato che piazza e filare sono nati nello stesso periodo, quindi non è concepibile una piazza senza pini centrali: levarli modificherebbe l’aspetto originario della Piazza. La Soprintendenza annulla, con questo atto, la sua precedente autorizzazione e conclude dicendo che “il Comune di La Spezia dovrà pertanto proporre una soluzione progettuale alternativa che contemperi la salvaguardia del filare centrale di pini“.

I lavori nelle zone laterali possono andare avanti, è vero, ma il Vannetti-Buren concentrava la maggior parte delle sue installazioni proprio nella parte centrale, al posto degli alberi. Il Comune fa solo sapere che andrà avanti con il ricorso al Tar. Tempo fa il sindaco Massimo Federici aveva dichiarato che avrebbe impugnato “ogni atto della Soprintendenza” e così probabilmente farà, allungando ulteriormente i tempi, aumentando il disagio per i commercianti e i cittadini e rischiando di perdere i fondi europei, proprio per queste lungaggini burocratiche, come fa sapere Marco Grondacci nel suo blog (notedimarcogrondacci) e non per colpa dei cittadini che protestano: una recente sentenza della Corte di Giustizia ha sancito che le modifiche come quelle che sarebbero necessarie per il progetto di Piazza Verdi non porterebbero alla revoca dei fondi europei.

 

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