Le navi della vergogna, un libro di Riccardo Bocca

“Abbiamo individuato un’organizzazione criminale costituita per lo smaltimento illecito di rifiuti radioattivi e altre sostanze nocive atte ad attentare all’incolumità dell’intera popolazione mondiale”

Antonino Greco

capo del Nucleo operativo provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria

Al largo delle coste italiane, davanti a spiagge affollate di bagnanti e in tratti battuti quotidianamente dai pescherecci, giacciono navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi, affondate dalla mafia. I primi sospetti risalgono al 1994 ma e con le rivelazioni, dieci anni dopo, del boss pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti che la questione esplode. Fonti indica infatti la zona davanti a Cetraro, lungo la costa tirrenica della Calabria, dove da anni si registrano valori allarmanti nelle incidenze di alcuni tumori come un sito di affondamenti criminali. Le indagini partono, ma subito la notizia viene smentita anche da alte cariche dello Stato. L’ennesimo caso montato da media irresponsabili?

Riccardo Bocca, che dal 2004 si espone denunciando i lati oscuri di questa vicenda, dimostra definitivamente in questo libro che non si tratta di un’ipotesi assurda: le navi ci sono e sono tante. Un sistema clandestino di smaltimento dei rifiuti al quale partecipano cosche, aziende, armatori, Servizi segreti. Chi cerca la verità viene depistato, fermato per vie ufficiali o come il capitano Natale De Grazia, muore misteriosamente. Intanto documenti pubblicanti per la prima volta in questo libro, mostrano che il governo italiano ha pagato il pentito Fonti per collaborazioni segrete. Un’inchiesta forte, per non permettere che un grande disastro internazionale venga insabbiato.

Riccardo Bocca (Milano, 1964) è giornalista dell’Espresso. Tra i suoi libri: Tutta un’altra strage e Gli anni feroci.

 

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