A proposito dell’intitolazione del Teatro Civico (di Vinicio Ceccarini)

In questi giorni tutti discutono circa l’intitolazione del Teatro Civico. Ovviamente, ognuno ha la propria opinione. A mio parere, prima di discutere della persona a cui intitolare il teatro è giusto chiedersi se in questo momento La Spezia ha il diritto di compiere questa azione. La legittimità ad intitolare il Teatro deriva dalle azioni e dai risultati concreti di promozione della cultura che conferiscono a chi compie l’atto di intitolare il teatro il diritto di farlo. Ebbene, a mio parere, questa città che ha assistito indifferente alla distruzione del Monteverdi in outlet, alla trasformazione dell’Astra in supermercato non ha questo diritto. L’intitolazione si trasformerebbe nell’affissione di una targa e nulla più. Diventerebbe una presa in giro, perfino offensiva per il personaggio a cui è dedicato il teatro. Da questo punto di vista, mi chiedo che senso ha dedicare il teatro a Wagner, a Malina o Cortopassi. La Spezia è una città povera sul piano culturale. Altre città più piccole hanno una vitalità totalmente sconosciuta alla nostra città. Altrove troviamo di tutto: alla Spezia, diciamocelo chiaramente, tutto fatica a decollare e se qualcosa parte non riesce a rimanere stabile. Quanto ai nomi, penso che il nome che si sceglie debba rappresentare molte cose; ma attaccare una targa ad un teatro fatto da altri, senza un percorso culturale alle spalle, un progetto, un programma, senza risultati non dico importanti, ma accettabili, questo, a mio parere, significa davvero volersi appropriare dell’opera di altri, che forse credevano che il Teatro Civico potesse rappresentare qualcosa di importante: invece è un cassone sopravvissuto alla desertificazione culturale della città.

Come dire, il mondo si divide in tre categorie chi costruisce i teatri, chi li demolisce e chi ci appiccica la targa!

(Vinicio Ceccarini)

 

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.