Le donne del mese: Lea Garofalo e Denise

Soltanto pochi giorni fa Milano ha dato l’addio ufficiale a Lea Garofalo, vittima di ‘ndrangheta. A ricordare Lea e commuovere la folla accorsa per renderle omaggio è stata la figlia, Denise, che vive in una località protetta perché anche lei è in pericolo di vita. “Ciao a tutti per essere venuti qui oggi. Grazie di cuore per me questo è un giorno triste la forza -afferma rivolta alla bara della madre esposta in piazza- me l’hai data tu: se è successo tutto questo l’hai fatto solo per il mio bene e io non smetterò mai di ringraziarti. Ciao mamma“. A salutarla, il sindaco Giuliano Pisapia, Don Ciotti con Libera e tanta, tantissima gente comune.

Ma chi è Lea Garofalo? Calabrese, in giovane età s’innamora di Carlo Cosco e dalla loro unione nasce Denise. Carlo, però, non è il bravo ragazzo che probabilmente Lea sognava e la giovane donna si ribella al sistema ‘ndranghetista di cui è testimone e nel 2002 entra a far parte del programma di protezione dei testimoni di giustizia. Denuncia, parla, porta la piccola Denise lontana dalla Calabria, dal padre, dalla famiglia. A distanza di anni, però, l’ex compagno non perdona, non dimentica, non ha pietà. Nel 2009 decide che Lea deve morire, ma non solo. Deve sparire completamente dalla faccia della Terra, è una traditrice. Così (Lea nel frattempo era uscita dal programma di protezione e viveva a Milano) la chiama con una scusa, le dice di voler parlare del futuro della figlia. Ci sono alcuni fotogrammi di madre e figlia mentre costeggiano il cimitero Monumentale. L’ultima immagine di Lea Garofalo viva.

Poco dopo Lea viene rapita, picchiata, torturata per ore, uccisa e infine bruciata. Di lei non deve rimanere traccia, così ha ordinato l’ex compagno. E di Lea è rimasto davvero poco, solo qualche frammento osseo. Carlo Cosco, però, non è riuscito a cancellare la memoria di Lea, non ha bruciato il suo ricordo. Non ha eliminato tutto ciò che di buono ha fatto: la ribellione, il coraggio di ricominciare da zero lontana da tutti. Ed è per questo che a Lea, al suo coraggio e alla figlia Denise, che dalla madre ha imparato il senso di giustizia, la lealtà e la capacità di procedere contro tutto e tutti, dedico questo appuntamento con la donna del mese, o meglio “le donne del mese”. Perché è giusto commemorare Lea e ricordare che Denise, una ragazza di soli 22 anni, sta scontando una colpa non sua: quella di essere nata da un padre sbagliato. Con la speranza che non ci siano mai più nuove vittime da piangere. Con la speranza che Denise si trovi, tra poco, libera e felice.

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