Italia Nostra: prudenza su energie rinnovabili

Legambiente e Goletta verde hanno organizzato per domani 30 ottobre un incontro dal tema che dire inquietante è forse poco.
Goletta Verde e Legambiente alla Spezia per dire No al Carbone, Sì alle Energie rinnovabili”.
Dire No al Carbone è sicuramente ovvio. L’uso del carbone nelle centrali elettriche non solo è da evitare ma è da impedire per tutti i danni che portano alla salute dei cittadini ormai accertati dalle ricerche e indagini condotte da istituzioni sanitarie e indagini epidemiologiche.
Non ci trova assolutamente d’accordo la seconda parte del titolo “Sì alle Energie rinnovabili” riportata così senza alcuna condizione.
In tutta Italia e in particolare nella nostra Liguria spesso le energie rinnovabili sono devastanti per l’ambiente e ovunque siano istallate danneggiano il paesaggio.
Nei giorni scorsi una lettera con una precisa richiesta di moratoria per nuove centrali eoliche è stata inviata da tredici associazioni ambientaliste ai ministri Zanonato, Orlando e Bray. Le associazioni intervengono a proposito del provvedimento annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato per dilazionare parzialmente gli oneri che gravano sulle bollette di famiglie e imprese italiane a causa degli incentivi alle rinnovabili elettriche che ammontano ormai a 11,2 miliardi annui e che presto sfonderanno, per pura inerzia, anche il tetto dei 12,5 miliardi di oneri (6,7 per il Fotovoltaico più 5,8 per le restanti tecnologie) come stabilito dalla riforma dello scorso anno.
Se il Governo intende intervenire per attenuare questo aggravio dei costi dell’elettricità che compromette ogni possibilità di ripresa economica, noi concordiamo con questa finalità, ma osserviamo che prima ancora di cambiare tempi e regole per il pagamento degli incentivi già assegnati occorre smettere di assegnarne di nuovi. Ci riferiamo all’organizzazione delle aste competitive del prossimo anno per l’assegnazione di ulteriori incentivi alle fonti di produzione diverse dal fotovoltaico. Per il solo eolico on-shore (e per i soli impianti di potenza superiore ai 5 MW) s’intendono assegnare altri incentivi a un contingente di 500 MW di potenza!
Facciamo inoltre notare che gli obblighi assunti in sede europea dal Governo italiano nel 2010 per il raggiungimento della quota del 26,39% della produzione elettrica da FER. sui consumi nazionali nel 2020, e per cui gli incentivi vennero a suo tempo stanziati, sono già stati raggiunti l’anno scorso e saranno largamente oltrepassati quest’anno. Altri settori, più performanti nella lotta ai gas serra e più utili all’ambiente e all’economia del nostro Paese come le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica, non hanno beneficiato di analoghe politiche. Un provvedimento di moratoria a incentivi per nuovi impianti di rinnovabili elettriche intermittenti si rende indispensabile per non vanificare ogni possibile intervento di contenimento dei costi di incentivazione in bolletta e persino per evitare di dover tagliare retroattivamente incentivi già assegnati.
E’ inutile tentare di svuotare la vasca con un secchiello se il rubinetto rimane aperto ed è paradossale che società spagnole stiano per piazzare ulteriori centrali eoliche in Italia, mentre in Spagna è applicata una tassa del 6% sui ricavi da generazione elettrica.

Da Associazioni ambientaliste sensibili alla tutela del territorio, ci siamo espressi fin dall’inizio contro gli incentivi che hanno favorito la speculazione a danno del paesaggio, della natura, dei territori collinari e montani, sui crinali appenninici e nel Mezzogiorno, senza portare riduzioni significative, a livello complessivo, dei gas climalteranti.
Sperando di essere smentiti dagli interventi dei relatori nell’incontro di mercoledi, invitiamo gli stessi a precisare il peso previsto della messa in opera delle fonti di energie rinnovabili in relazione alla capacita’ di salvare il nostro paesaggio tanto sensibile e sicuramente da tutelare.

Giovanni Gabriele
Consigliere nazionale di Italia Nostra

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