Breve chiacchierata con Antonio Ingroia

Ho incontrato Antonio Ingroia, ex PM di Palermo e ora presidente nazionale di Azione Civile, mercoledì 23 ottobre alla Sala Dante, dopo il suo incontro con gli studenti delle scuole superiori. I ragazzi, molto numerosi, hanno dimostrato di essere un pubblico attento e preparato e hanno rivolto molte domande al dottor Ingroia. Di seguito, la mia breve intervista.

Si è finalmente formata la commissione antimafia, con presidente Rosy Bindi. Lei cosa ne pensa?

Ho stima per Rosy Bindi, che in alcuni momenti significati ha dimostrato autonomia rispetto a certe posizioni del PD che non ho mai condiviso, però al di là di questo la mia sensazione è che il fatto che ci sia stato uno stallo nella decisione della presidenza dimostra che abbiamo una politica inadeguata, se si arena nella scelta della presidenza di una commissione, come quella antimafia, che dovrebbe essere cruciale. Poi la questione si è risolta con un atto di forza del PD e quindi mi è parso che, nominando una presidente che non mi pare abbia nel suo background esperienze in materia di antimafia, le forze parlamentari abbiano dimostrato ancora una volta di utilizzare l’antimafia semplicemente all’interno di logiche di rapporti di forza e contrapposizione, come se fosse una commissione come un’altra, trascurandone la reale importanza e questo non può lasciare che amarezza e sconcerto.
Quindi lei dà un parere negativo? 
Sì, non per il valore di Rosy Bindi in sé, ma perché questa vicenda mi ha dato la conferma di quanto poco sia considerata l’antimafia dalle forze parlamentari.
Parliamo di Costituzione. Secondo lei è davvero così intoccabile oppure è questa riforma che non va bene?
Io non dico che la Costituzione sia intoccabile. Si può fare una manutenzione della Costituzione, mentre quella proposta è una manomissione. Si possono fare degli interventi. Ad esempio, io sono favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, sono favorevole a una rivisitazione del rapporto tra le due Camere. Ma qui non siamo di fronte a un progetto di manutenzione, che peraltro dovrebbe passare attraverso un ampio dibattito col Paese e con la partecipazione di una parte il più ampia possibile dei cittadini. Qui siamo di fronte, ripeto, a un progetto di manomissione, che si cerca di fare in silenzio, con la censura degli organi di stampa che non ne parlano. Nel frattempo c’è una commissione di saggi, sottratta al controllo, che sta preparando un progetto anche di una nuova forma di Governo, perché si parla di semi-presidenzialismo, di premierato forte, comunque uno stravolgimento dell’assetto del rapporto tra i poteri, che vedrà concentrarsi tutto nelle mani del potere esecutivo. Verrà indebolito ulteriormente il Parlamento, che è già debole a causa del Porcellum. Si vogliono indebolire anche gli altri poteri, tra cui quello giudiziario. Di fronte a questo tipo di progetto noi diciamo no e diciamo sopratutto che siamo contrari al metodo che si sta utilizzando, che non prevede controllo né dibattito. Secondo me sono necessarie delle piccole modifiche, che si devono fare alla fine di un ampio dibattito col Paese.
Un’ultima domanda. Farà l’avvocato per la famiglia Manca?
Farò l’avvocato per la famiglia Manca. Sono molto orgoglioso e lusingato per questa proposta che la famiglia mi ha fatto. Formalizzati gli aspetti burocratici, ora sono a tutti gli effetti avvocato e nei prossimi giorni ci incontreremo con la famiglia.
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