Spezia, pareggio con carattere

Spezia-Brescia-2-2

 

SPEZIA (4-2-3-1): Valentini 5,5; Baldanzeddu 6, Lisuzzo 6, Ceccarelli 6, Migliore 6,5; Bovo 6,5, Seymour 6 (35’ st Carrozza 6); Rivas 6 (27’ st Henty 6), Appelt 6, Sansovini 6 (42’ st Borghese 6), Ebagua 6,5. (Vozar, Ashong, Sammarco, Moretti, Balla Faye, Passamonti). All.: Stroppa.

 

BRESCIA (3-5-2): Arcari 6; Zambelli 6, Freddi 6 (17’ st Paci 6), Camigliano 5,5; Mandorlini 5,5 (9’ st Juan Antonio 6,5), Finazzi 6, Coletti 6, Scaglia 6, Kukoc 6; Caracciolo 6, Diogo Sodinha 5,5 (38’ st Grossi sv). (Minelli, Saba, Benali, Lancini, Welbeck). All.: Bergodi.

 

 

ARBITRO: Merchiori di Ferrara 5,5.

 

MARCATORI: 9’ st Sansovini (S) su rig.; 22’ st Scaglia (B); 33’ st Coletti (B); 47’ st Ebagua (S).

 

 

NOTE: Spettatori 6500 circa di cui 1811 paganti (4300 abbonati). Terreno sintetico in perfette condizioni. Serata fresca, cielo sereno. Ammoniti: Lisuzzo, Bovo, Appelt. Angoli: 5 a 3. Recupero: 1’; 4’.

 

 

 

Tra Spezia e Brescia vincono le assenze: oltre quindici giocatori sono quelli che mancano oggi alla partita tra le due compagini, roba da stropicciare gli occhi, e allora avanti le rose folte delle due squadre. Finisce con un pareggio ma poteva finire con qualsiasi altro risultato viste le emozioni tutte nel finale di partita. In casa Spezia si recrimina come in casa Brescia, ma forse per l’andamento della partita, le recriminazioni sono maggiori per i lombardi anche se il risultato va preso con filosofia ambo le parti. Aquilotti che ritrovano in campo dal 1’ capitan Sansovini, nel Brescia in avanti Caracciolo con Juan Antonio in panchina.

Nel primo tempo lo Spezia sembra giocare meglio, infatti già al 4’ mette in difficoltà i lombardi che per poco combinano il “patatrac” con un salvataggio sulla linea per evitare una clamorosa autorete. Al 16’ si vedono anche le “rondinelle” oggi in campo con il fresco ex aquilotto Mandorlini, che con Finazzi mette di testa a fil di palo con Valentini battuto, dopo un bel traversone da sinistra di Kukoc. La gara è piuttosto equilibrata ma la supremazia pende verso gli spezzini che a centrocampo si fanno preferire con Appelt e Bovo per miglior circolazione di palla. Al 17’ Rivas costringe Arcari a mettere in angolo. Al 22’ Sodinho da fuori impegna di pugno Valentini, poi la difesa aquilotta in affanno mette in angolo. Il primo tempo si conclude con Baldanzeddu quando al 25’  in contropiede mette apprensione alla retroguardia bresciana che si salva in affanno. Da qui al riposo non succede più nulla o quasi.

La ripresa inizia sempre con i padroni di casa più intraprendenti e al 8’ ecco l’episodio del rigore con un fallo ingenuo di Camigliano che stende Sansovini in area di rigore. Lo stesso capitano aquilotto trasforma dal dischetto, realizzando la sua prima rete di campionato. Gara chiusa? Nemmeno per sogno anzi, lo Spezia da questo momento perde consistenza e il Brescia si getta alla ricerca del pareggio. Bergodi inserisce Juan Antonio per dare maggior peso specifico all’attacco. Così si giunge al 22’ quando da un ribaltamento di circolazione di palla ecco Scaglia in diagonale da sinistra trovare la traiettoria giusta per trafiggere Valentini con un rimbalzo poco distante dalla porta: è parità. Gli aquilotti sembrano frastornati e non riescono più a macinare gioco come nella prima parte di gara. Il Brescia prende coraggio e raddoppia al 33’ forse anche per la complicità di Valentini che da un tiro quasi innocuo di Coletti , la sfera gli passa sotto il fianco. Gara ribaltata e chiusa? Neanche questa volta. Al 41’ il neo entrato Carrozza, quest’oggi esordiente in maglia bianca, spreca da buona posizione. Si deve andare così al 45’ quando con l’entrata di Borghese, messo in avanti da mister Stroppa per toccare di testa i palloni per gli attacchi aquilotti, Ebagua al 47’ di collo piede trafigge Arcari: pareggio e quasi tutti felici. Ci sarebbe anche l’ultimo minuti per la beffa ma prima lo stesso Ebagua e dopo Bovo davanti alla porta bresciana, non riescono a mettere dentro Forse sarebbe stato troppo: dipende dai punti di vista. Alla fine un punto per uno non fa male a nessuno.

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