Dimissioni di Del Prato dopo la sentenza del TAR per il Civico?

Quando l’euforia della Marineria si sarà spenta, forse si riaccenderanno adeguatamente i fari sulla vicenda assai triste con cui il Comune della Spezia ha incassato l’ennesima brutta figura. Ora che il Tar si è pronunciato a favore dei ricorsisti (Vergassola, Monteverdi, Ardini, Valente e Questa) e ha annullato gli atti di nomina sul Teatro Civico, occorre chiedersi chi sia il responsabile di tutto questo e soprattutto chi pagherà per gli errori commessi ancora una volta, a danno di ignari partecipanti a un bando e con costi a carico della comunità. La commissione era presieduta da Marzia Ratti,  membri esperti erano stati nominati il direttore del Teatro Stabile Carlo Repetti e Cinzia Aloisini, ex presidente delle istituzioni culturali e nel CDA di Acam e Fondazione Carispe designata direttamente dal sindaco Federici.

A leggere la sentenza, che lascia ben poco spazio a interpretazioni, ricorsisti non si sono mossi a livello legale attaccandosi a un cavillo invisibile. Hanno chiesto la cancellazione per irregolarità nella composizione della commissione (in primis); Repetti doveva astenersi dal voto (articolo 51 C.p.c.) al momento della verifica della domanda di Alinghieri, attore dello Stabile di Genova in quanto tra i due “ricorreva un rapporto di continuata collaborazione professionale” come ha stabilito il giudice. Incompatibilità anche per Aloisini: Coloro che nel biennio precedente hanno rivestito cariche di pubblico amministratore non possono essere nominati commissari relativamente ai contratti affidati dall’amministrazione presso le quali hanno prestato servizio: così recita l’art. 84 d.lgs. Il giudice sottolinea che per la ALOISINI ricorre un’oggettiva causa incompatibilità, sanzionata ex lege.

Ora, i comuni cittadini possono essere ignoranti in fatto di codici e procedure ma è assai grave che un’amministrazione pubblica (e relativo ufficio legale) non conosca le normative e le leggi che disciplinano i concorsi dentro le amministrazioni stesse.

Molti sono stati gli appelli di intellettuali e persone impegnate nella cultura affinché si rivedessero i nomi della commissione e le procedure, ma sono andati a vuoto.  La corretta e assai lungimirante interpellanza del consigliere Giulio Guerri che aveva ben individuato l’incompatibilità di nomina di Cinzia Aloisini, sottolineata oggi dal giudice del TAR quale motivo centrale dell’accoglimento del ricorso al TAR, ha avuto una risposta degna d’attenzione da parte dell’assessore DEL PRATO:

 La signora Aloisini ha fatto parte della commissione essendo stata nominata con determina dirigenziale n.101/2013. Non si ritiene inopportuna tale nomina in quanto sussistenti i requisiti previsti dalla legge e dal merito tecnico del lavoro in oggetto e non trovandosi la medesima in condizioni oggettive di incompatibilità alcuna rispetto ai bandi.

In occasione della conferenza stampa in cui veniva dato il nome di Alinghieri quale vincitore della short list, Del Prato sottolineava l’assoluta trasparenza dell’operazione di selezione.

Ma è stato fatto veramente tutto affinché come dice il giudice fossero rispettati i principi generali d’imparzialità e di trasparenza, immanenti “al corretto funzionamento (della totalità n.d.r.) delle procedure di selezione pubbliche di scelta dell’affidatario” (cfr. Cons. St., ad plen., 7 maggio 2013 n. 13). Evidentemente no e così il giudice conclude la sentenza: L’illegittima composizione della Commissione travolge gli atti di gara con conseguente assorbimento dei vizi relativi alle operazioni di valutazione.

A questo punto, l’assessore DEL PRATO si dimetterà? 

 

 

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