Teatro Civico della Spezia: accolto il ricorso. Il Comune perde pezzi.

Dopo la sospensiva di giugno che aveva congelato Roberto Alinghieri come consulente del Teatro Civico, il giudice del TAR LIGURIA accoglie il ricorso collettivo di Monteverdi, Vergassola, Ardini, Valente e Questa sulla famigerata short list. Gli atti sono stati annullati. Tutto da rifare.

Lo avevano annunciato da tempo che avrebbero fatto ricorso al TAR e avevano pure spiegato gli evidenti motivi di illegittimità della procedura a partire dalla composizione della commissione insediata, ma non c’è stato alcun passo indietro dell’amministrazione; il consigliere Giulio Guerri aveva pure fatto un’interpellanza per mostrare l’ incompatibilità del commissario Cinzia Aloisini.

Avevano ragione loro: la commissione era proprio illegittima e ora a stabilirlo è una sentenza del TAR. Conflitto di interessi per Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile di Genova (con rapporti di lavoro continuati e in corso con il vincitore Roberto Alinghieri); incompatibilità per Cinzia Aloisini (come sottolineato da Guerri in Commissione cultura) per i suoi incarichi all’interno dell’amministrazione. Queste incompatibilità avrebbero dovute essere sollevate dai componenti della commissione.A presiedere tale commissione Marzia Ratti, oggi al centro di polemiche ed esposti per il suo resoconto errato sulla datazione dei pini di Piazza Verdi.

Da qui la frase finale della sentenza che non lascia ombra di dubbio: “L’illegittima composizione della Commissione travolge gli atti di gara con conseguente assorbimento dei vizi relativi alle operazioni di valutazione.” In sostanza come si legge, è venuto meno il principio di imparzialità e trasparenza.

Il giudice stabilisce anche che il Comune deve pagare le spese legali ai ricorrenti. In tutto 4000 euro. Ci domandiamo chi veramente dovrebbe pagare per questi errori clamorosi nella gestione della cosa pubblica.

Noi siamo precisi e lasciamo il piacere della lettura integrale della sentenza. Sentenza che pare sia la prima in Italia ad annullare un incarico di questo tipo. Alla Spezia ci vogliamo distinguere sempre. E’ un precedente importantissimo.

Nel merito il ricorso è fondato. Pregiudiziale alla cognizione dei vizi denunciati, relativi alla procedura di valutazione dei curricula posseduti dai singoli candidati, è la verifica della regolare composizione della Commissione giudicatrice, oggetto di specifica censura.

(…) fra un membro della Commissione ed il controinteressato ricorreva un rapporto di “continua collaborazione professionale” asseverata da numerosi riscontri documentali, tale da integrare causa d’astensione; per l’altro, che, in aggiunta, un componente della Commissione versava in causa d’incompatibilità essendo stata nominata dal Comune membro sia del consiglio d’indirizzo della Fondazione che del CDA della società partecipata Acam.

Entrambi i fatti denunciati, non specificamente contestati (se non parzialmente relativamente alla posteriorità dell’atto di nomina nella fondazione), si pongono in radicale antitesi con la disciplina prevista dall’art. 84 d.lgs. 163/2006.
Si applicano ai commissari le cause d’astensione previste dall’art. 51 c.p.c. Coloro che nel biennio precedente hanno rivestito cariche di pubblico amministratore non possono essere nominati commissari relativamente ai contratti affidati dall’amministrazione presso le quali hanno prestato servizio: così recita l’art. 84 d.lgs. cit,. rispettivamente ai commi 7 e 5.
Norma che, è bene sottolineare, la giurisprudenza s’è da ultimo incaricata di qualificare come il precipitato giuridico dei principi generali d’imparzialità e di trasparenza, immanenti “al corretto funzionamento (della totalità n.d.r.) delle procedure di selezione pubbliche di scelta dell’affidatario” (cfr. Cons. St., ad plen., 7 maggio 2013 n. 13).
E che conformano ab imis l’intera attività amministrativa come reso palese dalla precettività di detti principi, postulata dall’art. 1 l. 241/90; e da ultimo ribadita dall’adunanza plenaria con la pronuncia appena richiamata.
Sul fatto: in un caso, pur ricorrendo una situazione di coinvolgimento personale e professionale, espressamente disciplinata dall’art. 51 c.p.c., il membro della Commissione non si è astenuto né ha sollecitato la Commissione, all’atto dell’insediamento, a valutarne motivatamente l’eventuale effettiva incidenza sul corretto svolgimento delle operazioni di valutazioni.
Nell’altro caso, ricorre un’oggettiva causa incompatibilità, sanzionata ex lege, scaturente dal possibile condizionamento del membro della Commissione conseguente al conferimento in suo favore d’ incarichi ancora in essere al momento di svolgimento delle operazioni di selezione da parte della medesima amministrazione che ha indetto la procedura.
L’illegittima composizione della Commissione travolge gli atti di gara con conseguente assorbimento dei vizi relativi alle operazioni di valutazione.

 

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.