Il Respiro verde: l’importanza degli alberi nel contesto urbano

“Se vogliamo contribuire all’equilibrio fra architettura e ambiente, progettiamo la natura; avremo anche un equilibrio ecologico! Che senso ha mettere sui nostri disegni degli alberi generici? Un albero deve essere altrettanto importante che il movimento di una facciata, la distribuzione di un interno, la contrapposizione di volumi. Gli alberi hanno un nome, un’età, delle esigenze. Aprono o chiudono visuali, fioriscono in certe epoche e sono scultura nella stagione morta. Se sono sempreverdi danno al paesaggio gioia o tristezza. Segnano le stagioni. Un ciuffo di alberi completa o alleggerisce una massa edilizia, interrompe il ritmo di una facciata, getta ombre che vivono e rendono vivo l’ambiente.”

Con questa breve citazione dal libro “Ecologia e Urbanistica” di Raffaele Contigiani introduco il mio  intervento, nel Convegno organizzato dall’INBAR “La città sostenibile”, volto a sottolineare l’importanza di avere alberi nel contesto urbano. Alberi necessari (l’esperienza di Milano ed Abbado ci ha già dato una grande lezione) per la nostra vivibilità e sui quali si spendano quotidianamente attraverso azioni pubbliche o private (volontariato, tree-caringpruning,  come avviene in altre città del mondo come Londra e San Francisco) energie, risorse e progetti per accudirli, prendersene cura e poi vederli crescere nel tempo così che dall’attuale situazione che li vede semplici elementi d’arredo legati alla logica consumistica dell’usa e getta (alberi piantati che rimangono sempre piccoli per morire di stenti e privazioni dopo solo qualche anno, soprattutto per la mancanza di terra, che un po’ alla volta sta scomparendo dalle nostre città ) divengano invece nel tempo presenze ed elementi prioritari per i nuovi paesaggi cittadini sempre più bisognosi di ossigeno e bellezza, due doni  che gli alberi ci regalano da sempre con grande generosità. Fondamentale sarà poi nella progettazione la conoscenza della fisiologia di un albero e dei suoi meccanismi interni, delle sue esigenze. Viverne insieme la sua bellezza attraverso lo studio  delle diverse specie (e questo è lo scopo della mia azione divulgatrice della “cultura dell’albero” , far capire quando un albero è bello) comprenderne le diverse architetture e caratteristiche (fiori, foglie, colori, profumi: un viale di tigli a giugno porta in città ondate di gioia e vitalità)  per scegliere poi quelle più adatte. Per questa scelta consiglio il testo  “L’architettura degli alberi” a cura di Cesare Leonardi e Franca Stagi. Mazzotta Editore. Concludo questa introduzione ai sette punti sui quali concentrerò il mio intervento al Convegno citando ancora Raffaele Contigiani che dice sempre nello stesso testo : “un albero è come un cavallo: serve qualcuno che abbia cura di lui”.

Gli alberi sono fondamentali nella vita delle città per almeno sette punti

1  – Ci danno ossigeno e eliminano l’anidride carbonica. Rendono il clima cittadino più fresco attraverso la termoevapotraspirazione che avviene nelle foglie e riducono le isole di calore cittadine che nel tempo (come sta succedendo da diversi anni per Roma) rendono d’estate gli esterni delle grandi città invivibili. Gli alberi riducono il consumo di energia per il raffreddamento (attualmente realizzato con condizionatori che condizionano gli interni per “decondizionare” gli esterni). In un parco pubblico d’estate la temperatura è più bassa di qualche grado rispetto ad una zona senza alberi.

2 – Rimuovono lo smog e le polveri sottili responsabili di problemi di salute (soprattutto per gli abitanti dei centri storici senza alberi e con molto inquinamento) quali asma, malattie dell’apparato respiratorio cancro della pelle e malattie legate allo stress.

3 – Riducono l’inquinamento acustico, del traffico e delle macchine, gli alberi fungono da vere e proprie barriere per il suono.

4 – Riducono il ruscellamento delle acque meteoritiche. La terra e le radici assorbono, assestano e rallentano l’azione dei danni dei temporali , che negli ultimi anni (proprio perché si tolgono alberi o si potano sconsideratamente , vedi l’esempio degli ultimi tragici eventi a Messina) aumentano di intensità.

5 – Incremento del valore immobiliare. La proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi.

6 – Gli alberi contribuiscono alla biodiversità e alla  salvaguardia degli ecosistemi in città, donando riparo a una numerosa varietà di specie viventi che grazie a questo abitare permettono a questo ambiente di essere vitale. In un centro commerciale (e le città un po’ alla volta tendono sempre più ad assomigliargli) ci sarà tanto movimento, luci abbaglianti, effervescenza, ordine, pulizia,  tutto tranne che la vita. Gli alberi invece sono elementi fondamentali per la nostra vita ( un concetto spesso rimosso dalla nostra pretesa di superiorità  “antropocentrica”) e quella di altri esseri viventi (animali, uccelli, insetti, funghi, licheni, etc…) che ci abitano sopra o dentro.

– Aumento del benessere fisico e mentale- Miglioramento della qualità estetiche e spirituali. Gli alberi ben curati una volta cresciuti e diventati grandi obbligano l’occhio ad andare verso il cielo e quindi elevano verso l’altro la quotidianeità terrena fatta di pensieri e preoccupazioni. Gli alberi inoltre fanno diventare una città più bella.

Antimo Palumbo

Convegno “La città Sostenibile”  organizzato dall’INBAR (Istituto Nazionale di Biarchitettura)Venerdì 18 Gennaio 2010 Livorno Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

(Fonte: http://antimopalumbo.wordpress.com)

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