Comitato Acqua bene comune:i sindaci non rispettano i referendum

Ieri mattina in Provincia si è svolta l’assemblea dei Sindaci e dei responsabili di Acam per decidere la nuova tariffa dell’acqua disposta dall’Autorita’ per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Vista l’importanza della riunione, il Comitato Acqua Bene Comune era presente con un presidio, per chiedere la restituzione in forma integrale (e non un semplice contentino) della somma indebitamente inserita in bolletta dopo i referendum e l’eliminazione di qualsiasi profitto dall’acqua. Abbiamo quindi chiesto che venisse rinviata qualsiasi decisione in merito, rendendo pubblica l’assemblea e permettendo la partecipazione dei cittadini e del Comitato ad una decisione che li riguarda in prima persona.
Dopo una serie di andirivieni nei vari uffici, ci è stata data, dal Commissario della Provincia dr. Fiasella, la gentile concessione di un quarto d’ora di udienza, nella quale spiegare le nostre richieste, peraltro a Loro già note, in quanto comunicate preventivamente attraverso un documento. Nulla più, nessuna possibilità di partecipare e di ascoltare le motivazioni per le quali si applichera’ una nuova tariffa che non rispetta i referendum a fronte delle nostre istanze (e nonostante la stessa AEEG preveda la possibilita’ di applicare tariffe piu’ basse rispetto al metodo tariffario normale).
Per l’ennesima volta, i Sindaci, coloro cioè che dovrebbero rappresentare i cittadini, hanno dimostrato che gli interessi privati di un gruppo ristretto, hanno sempre la meglio sui diritti di tutti.
Ignorando totalmente l’esito referendario – come se fosse un optional applicarlo, e non legge – i Sindaci hanno deciso di adottare il nuovo metodo tariffario (che comportera’ maggiori ricavi per Acam Acque – e quindi maggiori costi per i cittadini – per 5,4 milioni di euro).

Riteniamo estremamente grave tale comportamento, che dimostra come ormai le istituzioni siano realmente lontane dai cittadini e dalle loro richieste; di come in primo piano, nell’agenda delle nostre amministrazioni, ci sia l’unico bene, non certo comune, che a loro interessa : cioè il profitto.
La nostra battaglia per riappropriarci di un diritto che ci viene costantemente negato va avanti. Continueremo la nostra “Glass Action” (operazione trasparenza) perché è inconcepibile ed inammissibile che le parole Democrazia e Beni Comuni siano solo uno slogan del momento e rimangano un concetto astratto per chi dovrebbe rappresentarci.

SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA

comitato spezzino acquabenecomune

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