Montanari, Settis e Dantini a Pisa parlano di beni culturali

Giovedì 26 settembre, alle ore 17, si discuterà di beni culturali tra pubblico, privato e comune, a partire dal libro di Tomaso Montanari, Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane (minimum fax, 2013). Al dibattito prenderanno parte Tomaso Montanari, Salvatore Settis e Michele Dantini.
A pochi giorni dalla nascita della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, in attesa della sentenza pisana sull’Ex-Colorificio Toscano per l’affermazione della funzione sociale della proprietà secondo l’articolo 42 della Costituzione e in occasione dei festeggiamenti del primo anno di vita del Teatro Rossi Aperto, la discussione su questi temi assume per il TRA un significato particolarmente importante, in direzione di una riflessione sulle possibili alternative ai modelli classici di gestione e valorizzazione dei beni culturali e storico-artistici, in grado di superare la stretta dicotomia tra pubblico e privato per immaginare nuove declinazioni del “comune”.
Dalla quarta di copertina del libro di Montanari:
Perché il valore civico dei monumenti è stato negato in favore del loro potenziale turistico, e quindi economico? Perché la “valorizzazione” del patrimonio culturale ci ha indotti a trasformare le nostre città storiche in “Luna park” gestiti da avidi usufruttuari?
Lo storico dell’arte Tomaso Montanari ci accompagna in una visita critica del nostro paese: dallo showroom Venezia, a una Roma dove si delira di piste da sci nel Circo Massimo, a una Firenze dove si affittano gli Uffizi per sfilate di moda e si traforano gli affreschi di Vasari alla ricerca di un Leonardo inesistente, a una Napoli dove si progettano megaeventi mentre le chiese crollano e le biblioteche vengono razziate, all’Aquila che giace ancora in rovina mentre i cittadini sono deportati nelle new town, scopriamo che l’idea di comunità è stata corrotta da una nuova politica che ci vuole non cittadini partecipi, ma consumatori passivi. 
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