Giancarlo Siani, una voce spezzata contro la camorra

Aveva appena 26 anni, Giancarlo Siani, giornalista napoletano, quando, il 23 settembre del 1985 venne ucciso in un agguato camorristico. Era un rompiscatole, Siani, uno che non rimaneva in superficie, ma andava a fondo, indagando sui legami malavita-politica. Era un giornalista vero, di quelli che danno fastidio. E fastidio ne ha dato troppo e di sicuro non solo ai piccoli o grandi boss. Così, una sera di inizio autunno, vicino a casa sua, Giancarlo venne assassinato. Per far luce sul suo omicidio sono stati necessari 12 anni e le dichiarazioni di tre pentiti.Oggi, a distanza di 28 anni, Siani è ancora ricordato come un grande esempio di giornalista serio, coraggioso, uno di quelli che non si lasciano spaventare dalle difficoltà, dalle minacce, dalla paura di morire.Le sue parole, il suo esempio e la sua storia sono ancora attuali. Siani dovrebbe essere un esempio per tutti quelli che vogliono fare informazione.Ma quanti giornalisti alla Siani ci sono oggi? Quante voci libere, indipendenti e coraggiose esistono?Alla figura di Siani è stato dedicato, nel 2009, il film Fortapasc, di Marco Risi. E’ notizia di oggi che, in occasione del 28° anniversario della morte del giovane giornalista, la sua auto, la Mehari verde, verrà esposta nella sede del giornale Il Mattino, presso cui Siani lavorava. (Mattino.it)

Quella pioggia poteva fare pulizia, ma anche la pioggia a Torre Annunziata diventava subito fango.

www.giancarlosiani.it

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