Cultura, istituzioni e regolamenti che nessuno conosce

“La cultura dev’essere d’élite” fu la celebre frase d’una funzionaria spezzina, nota per le datazioni arboree “creative”.

Di quale élite si tratti non è dato sapere,così come non è dato sapere quale sia la politica di incoraggiamento che il Comune attua verso gli operatori culturali. Quel che si sa è che l’ormai sempre più depressa manifestazione di “Libriamoci” sembra librarsi sempre meno e limitatamente ad un numero sempre più “ristretto” di “amici.

Quest’anno gira voce che non si potrà tenere alcuna iniziativa al Camec perché le sale verranno concesse solo per iniziative artistiche.

Niente più presentazioni di libri o altri eventi, dunque. Sembra ci sia un regolamento, che però nessuno conosce, né i funzionari del Camec, né quelli della Palazzina.

Ci chiediamo: il Comune può davvero permettersi di non dare una delle poche sale per le iniziative culturali degli operatori esterni? Al modesto “programma di sopravvivenza” con cui tirano avanti le Istituzioni, non sarebbe bene aggiungere almeno la stampella dei privati di “buona volontà”?

Ma insomma alle Istituzioni che fanno? Staranno mica lì a pettinare le bambole? (o a sbagliare l’età dei pini…)

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