Emergenza rifiuti… e Garavini fa il “lavoro sporco”.

Ci risiamo. La città è nuovamente invasa dalla spazzatura. Via del Canaletto, Corso Nazionale, Via Prosperi, il Centro Kennedy, Via Dalmazia e tante altre piazze e strade cittadine sono “abbellite” da sacchi di spazzatura di ogni genere: carta, plastica, umido. L’odore è insopportabile e i cittadini protestano. L’assessore Natale ha dichiarato che “siamo in emergenza”. Consultando il dizionario della Treccani, alla voce “emergenza” si legge “circostanza imprevista”. Imprevista, appunto.

Ma la situazione-spazzatura NON è imprevista. Sono mesi che si va avanti così. Più di un anno, a dire il vero. Ci sono momenti in cui la raccolta più o meno funziona (poco si sa di cosa succeda dopo la raccolta, ma questa è un’altra questione), ma poi ciclicamente, si ripresenta il problema: cassonetti rigurgitanti, marciapiedi invasi, odori nauseanti, cittadini indignati che telefonano all’Acam e scrivono ai giornali. Interviene l’Amministrazione, che bacchetta l’Acam e rassicura i cittadini, dice loro che andrà tutto bene e per un po’ torna tutto alla “normalità”. Passa qualche settimana e si precipita nuovamente nell’emergenza.

Ma questa volta è diverso, l’ad Garavini e gli alti vertici di Acam questa volta andranno a ritirare la spazzatura. Bene, bravi, bis. Bel gesto. Quello che però servirebbe è altro. Servirebbe una soluzione definitiva, per Acam. Servirebbe sapere chi pagherà il debito (no, questo probabilmente lo sappiamo… ) e soprattutto se qualcuno pagherà per il debito. Debito che non è certo stato fatto da noi cittadini.

Intanto, che dire? Portiamo pazienza, ci pensa Garavini.

(Immagine di repertorio)

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