Padre Puglisi, un ricordo a 20 anni dalla scomparsa

Esattamente 20 anni, il 15 settembre del 1993, la mafia uccideva Padre Puglisi, prete antimafia del Brancaccio (era il giorno del suo compleanno). La sua fu una vera e propria esecuzione, avvenuta sotto casa sua: un colpo alla nuca. Morto perché amava troppo, come recitano Ficarra e Picone in uno dei loro pezzi teatrali più intensi (testo), morto perché pensava ad aiutare i ragazzi del quartiere, a salvarli dalla strada e dalla criminalità, attraverso il dialogo e la cultura.

Padre Puglisi, di recente beatificato, è il primo martire della Chiesa ucciso per mafia.

Oggi don Pino avrebbe 76 anni, mi piace pensare che sarebbe ancora a servire la sua Chiesa, mi piace immaginarlo in mezzo ai suoi ragazzi, tra le strade del sui Brancaccio, a parlare di mafia e antimafia, a educare e consigliare, a leggere e studiare. Non smise mai di leggere e studiare, don Pino, non smise mai di lottare, di credere in Dio e nella sua opera, nella sua Missione.

E mi piace pensare che oggi ci siano tanti preti come lui, che continuano il suo lavoro, perché ricordare e basta non serve a nulla, la memoria deve diventare impegno. Per combattere la mafia non basta la celebrazione dei martiri, ma occorre lottare tutti i giorni, in ogni modo possibile.

Occorre aiutare chi sta combattendo e pagando in prima persona, occorre essere un po’ tutti noi Padre Puglisi.

 

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