“Tenetevi Buren”. Striscione di protesta a Villa Marigola

Era sfuggito ai più che dietro il bando di Piazza Verdi c’era il progetto PAALMA (architetto+artista) del Centro Arte Contemporanea La Marrana arteambientale e il suo direttore Gianni Bolongaro, che ha svolto un ruolo attivo nel pasticcio Piazza Verdi quale membro della commissione che ha promosso il progetto Vannetti-Buren e lo ha diffuso in diversi contesti culturali nazionali.

A tutti ma non al Comitato per Piazza Verdi che ha atteso il convegno di oggi pomeriggio organizzato tra gli altri dalla Marrana a Villa Marigola con ADSI Associazione Dimore Storiche Italiane Sezione ligure, FAI La Spezia, Rotary International, Lions Club, Accademia Italiana della Cucina, Grandi Giardini Italiani, Amici Festival Paganiniano di Carro, Amici dei Musei Spezzini e della Lunigiana, Garden Club La Spezia.

Alcuni membri del Comitato accompagnati dal consigliere comunale Giulio Guerri, infatti, hanno sventolato all’ingresso uno striscione con scritto No allo scempio di Piazza Verdi.Tenetevi Buren. 

Un’azione improvvisata e pacifica che ha suscitato curiosità e interesse da parte dei partecipanti al convegno, molti dei quali si sono detti d’accordo con la protesta in difesa della Piazza. Anche la macchina dei Bolongaro ha avuto l’accoglienza con striscione ben steso dei manifestanti appena fuori Villa Marigola.

La protesta si sta estendendo a macchia d’olio nelle varie iniziative cittadine e provinciali per dare colorata visibilità alla contestazione e promuovere un’azione di informazione su quello che sta accadendo in Piazza Verdi.

Intanto la notizia dell’ultima ora è che il Comune ha votato in giunta il ricorso al Tar contro la Sovrintendenza. SI tratta di un fatto particolarmente grave poiché la Sovrintendenza si era mossa nella sua azione di verifica dello stato di vincolo e tutela della Piazza, su segnalazione e richiesta del Ministro Bray. Al momento l’istruttoria è ancora in corso ma verrebbe da pensare che qualcosa di non troppo rassicurante per il Comune sia trapelato e che questi tenti, appunto, l’ultima carta che è quella del ricorso al Tar per tornare a uno stato precedente che annulli questi tre mesi (e relative indagini).

Non ci capacitiamo di come tutto questo avvenga senza una pubblica discussione cittadina sull’opportunità di fare un’azione legale (con i costi che questa implica) che coinvolga in qualche modo, direttamente o indirettamente, lo stesso Ministro della Cultura, reo soltanto di aver chiesto un approfondimento e un’istruttoria che non era stata messa in atto.

 

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