Questi fantasmi. La cultura alla Spezia al tempo degli ectoplasmi.

Diego Del Prato è l’assessore alla cultura della Spezia. Lo sappiamo, è una notiziona e nessuno forse se lo immaginava perché il dottor Del Prato compare poco agli eventi culturali, è schivo, preferisce stare lontano dai riflettori, dai media e dal clamore. L’unica volta che si è espresso con grande profusione di dettagli in un’intervista, ha anticipato la terna delle nomine del Civico prima ancora del bando. Forse ora ci va più cauto. Non ama presenziare se non in giunta o a qualche importante avvenimento come sarà quello in onore del poeta Giudici all’Accademia Cappellini di cui è segretario.

Sulla questione di Piazza Verdi, che ogni giorno tiene banco sui giornali, qualcuno avrà notato che Del Prato è l’unico a non comparire mai. E ancora più clamorosamente, nessuno gli ha mai chiesto la sua opinione. Un fantasma si aggira per Palazzo Civico? Ma noi che siamo giusti con i giusti e vogliamo rendere omaggio a chi ha titoli e nomine per essere tirato in causa, approfittiamo di questa visibilità della rete per invocare, bicchierini alla mano e tavolo rotondo,  il dottor Del Prato. In carne ed ossa, mica in spirito!

La Questione di Piazza Verdi non è forse una questione che riguarda i beni culturali ? -ci domandiamo da ignoranti e profani della materia- E non si chiama MIBAC il Ministero che si è interessato della faccenda il 17 giugno, e Sovrintendenza ai beni culturali quella che darà un responso sul vincolo di tutela storico-architettonico? Un vero rompicapo. Se non è Del Prato a occuparsene chi se ne deve occupare? Lui sicuramente chiarirà questo ingarbugliato quesito della Suzi (e speriamo che non ci rimandi all’ultima pagina come nella settimana enigmistica) e ci dirà la sua opinione. Faremo pressing come si dice, a costo di chiederglielo in qualche occasione pubblica.

Altra vacanza singolare è quella del Presidente delle Istituzioni culturali. Questi fantasmi! Ma non doveva essere eletto? Il sindaco si era espresso in proposito, pareri discordanti, traccheggi vari e dopo i fuochi d’artificio e cotillons della presidenza Aloisini anche qua buio assoluto. Anzi buio pesto essendo in Liguria. 

Vediamo altri luoghi di cultura: al Teatro Civico ci sarà il vuoto richiesto dal Tar con la sospensiva in attesa della sentenza definitiva o anche qua un fantasma in carnissima si aggirerà per i corridoi dell’ultimo piano istruendo funzionari e telefonando alle compagnie per prendere accordi non si sa bene a che titolo? Mistero, apparizioni, sparizioni come diceva quel noto comico….

Rimane -per forza- la massiccia e storica presenza della Dott.ssa Marzia Ratti come direttrice delle Istituzioni su cui però pende sia il ricorso al Tar del Teatro Civico quale membro della commissione della famosa short list sia l’esito dell’istruttoria della Sovrintendenza su Piazza Verdi che la vede coinvolta direttamente relativamente al documento in cui la direttrice datava i pini 10 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. E su cui i partigiani, anche loro fantasmi ma più vivi di molta gente morta dentro, hanno risposto mandando una loro foto il giorno della Liberazione.

Mentre siamo in attesa di esiti, nomine, chiarimenti, ricorsi sarà urgente dotarsi di una commissione fatta da …ghostbuster…

 

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