E’ Stato la mafia, il racconto di 20 anni di trattativa

Marco Travaglio e Isabella Ferrari hanno concluso, ieri sera, la seconda giornata della festa del Fatto Quotidiano, di cui il giornalista è vice direttore. Lo spettacolo “E’ Stato la Mafia” dura oltre due ore, l’argomento trattato è complesso così come la storia, ma Travaglio riesce a catturare l’attenzione del pubblico. Gli interventi della Ferrari, che legge brani di discorsi di uomini politici del passato (un esempio su tutti, Sandro Pertini) “spezzano” l’atmosfera che rischierebbe di diventare pesante. Piacevoli gli intermezzi musicali.

L’argomento del monologo di Travaglio è la famosa trattativa Stato-mafia, oggetto di polemiche infuocate e di un processo a Palermo. Con la consueta competenza e lucidità, Marco Travaglio ripercorre la storia italiana dagli anni ’90 a oggi: le stragi del 1992 e quelle del 1993, Borsellino che si mette di traverso nella trattativa, le amnesie di Mancino e Violante, gli incontri tra Ciancimino (Vito), che era agli arresti domiciliari e Provenzano, super latitante, che girava indisturbato per Roma. E ancora il depistaggio su Via d’Amelio, le testimonianze di Spatuzza e Ciancimino (Massimo), il papello di Riina e i vari regali alla mafia da parte dei Governi di ogni colore, tecnici compresi, Fino agli ultimi avvenimenti: le intercettazioni Mancino-Quirinale, il conflitto di attribuzione e la colpevolizzazione di chi cerca la verità. C’è tutto questo, nelle due ore e mezzo di spettacolo e c’è anche di più.

C’è uno spaccato di storia italiana, ci sono misteri che si svelano, lati oscuri che diventano più chiari. C’è un lavoro immenso, c’è la volontà di far emergere ciò che finora ci hanno colpevolmente nascosto.

 

 

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