Petizione on line per Piazza Verdi, 1300 firme

Toccano quota 1300 le firme in difesa di Piazza Verdi, che continuano ad aumentare, a 10 giorni dal lancio dell’appello on line all’indirizzo: https://www.change.org/it/petizioni/piazza-verdi-la-spezia-rispettiamo-la-storia-i-diritti-costituzionali-dei-cittadini-e-le-normative-di-tutela-firma-l-appello).

Lanciato da Italia Nostra e Legambiente e sottoscritto da 33 intellettuali italiani, tra cui l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis, ex Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, l’urbanista Vezio De Lucia, lo storico dell’arte Tomaso Montanari (Il Fatto) e il presidente del Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani (L’Unità), nell’appello si chiede al Sindaco Federici di non stravolgere una piazza che «in oltre 70 anni ha mantenuto il medesimo assetto e ne conserva la concezione e il quadro storico-architettonico originario.»

L’appello punta il dito anche contro la mancanza di partecipazione dichiarando inammissibile l’aver deciso «senza coinvolgere i cittadini, cioè i legittimi titolari dei diritti sulla città, calpestando così un diritto sancito dalla nostra Costituzione» e ricorda che anche «la Comunità Europea dispone che i progetti co-finanziati UE siano condivisi con la popolazione», sottolineando che «la battaglia dei cittadini della Spezia è una battaglia di civiltà, in difesa di un bene comune e dell’assetto storico di una piazza italiana, che appartiene al patrimonio culturale del Paese». Un patrimonio che va assolutamente difeso «tanto più in una città che ha perduto parte del suo patrimonio artistico e che dovrebbe concentrarsi sulla conservazione di quello residuo operando interventi di restauro, rispettosi dei valori identitari, e non avventurarsi in discutibili operazioni milionarie di facciata del tutto decontestualizzate.»

La pagina dell’appello è diventata anche un’occasione per dire la propria sulla Piazza e «così – dichiara Stefano Sarti – si moltiplicano i commenti dei nostri concittadini che mentre firmano, lasciano anche scritta la loro opinione sulla vicenda»: i più bollano il metodo della scelta come «antidemocratico» o «senza trasparenza»; altri richiamano il rispetto della storia, scrivendo «le nostre città, il nostro paesaggio e le nostre bellezze sono il nostro passato, il nostro presente e soprattutto il nostro possibile futuro», o ancora «rispettiamo quanto fatto dai nostri vecchi (ci piace ed è funzionale) e spendiamo i nostri soldi per cose necessarie!!!», c’è chi vorrebbe «lasciare il cioccolato vaccari 8×8 nel pavimento (la nostra storia)» e chi semplicemente contesta la nuova piazza dal punto di vista estetico. I messaggi dall’estero evidenziano in particolare la tipicità della piazza coi pini e i bei palazzi attorno.

Ai primi firmatari si sono aggiunti molti altri nomi, tra cui l’urbanista Pier Luigi Cervellati, già docente di restauro, recupero e riqualificazione urbana presso le Università di Bologna di Venezia, la sociologa Marianella Sclavi tra i fondatori del Manifesto, il cantante Francesco Baccini. Arrivano anche le adesioni dei politici: con Massimo Scalia (PD), Antonio Ingroia (AC) e Heidi Giuliani (RC) e i deputati a 5 stelle Matteo Mantero e Simone Valente.

 

Advertisements
Advertisements
Advertisements

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.