Le associazioni ambientaliste: l’AP semplifica su inquinamento del Porto

Italia Nostra, Legambiente e WWF della Spezia: parole semplificatorie quelle dell’Autorità Portuale su inquinamento atmosferico ed acustico prodotto dalle attività portuali.
Problemi nel levante cittadino ma anche davanti alla calata Paita.
Piuttosto l’Autorità Portuale faccia funzionare il tavolo di confronto sul Piano Regolatore Portuale.

Le parole con le quali l’Autorità Portuale della Spezia ha, nei giorni scorsi, cercato di minimizzare il problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico derivanti dalle attività portuali (movimentazione containers, scarico carbonile Enel, attività dietro la Calata Paita) ci anno veramente sconcertato.
Questo non solo perché cercano di semplificare ciò che è evidente ad ogni cittadino di buon senso, e cioè che le attività portuali costituiscono un problema per il Levante cittadino, e non solo: questioni simili sono presenti anche nell’area della città davanti alla Calata Paita.
Ma se questo non fosse sufficiente, sono le stesse rilevazioni fatte dall’Arpal su polveri e rumori ad evidenziare criticità e problemi ( per le polveri, pur non superando i limiti di legge, Arpal rileva che i valori riscontrati aumentano man mano che ci si avvicina alle zone in cui è più intensa la movimentazione delle merci) mentre peri rumori si riscontrano anche livelli sopra le norme di legge, evidenziati con preoccupazione dall’Arpal stessa.
Nel frattempo alcuni cittadini residenti davanti all’area di Calata Paita, producendo un filmato girato in ore serali/notturne hanno contattato le nostre associazioni, lamentando rumori e problemi anche in quelle zone.
Le nostre associazioni sono coscienti che un apporto fondamentale a questi risultati di analisi lo gioca anche il traffico privato (parte di questo è però composto dai trasporti, e quindi in buona parte riconducibile alle stesse attività portuali) ma voler fare sempre, come fa l’Autorità Portuale, il cosiddetto “scaricabarile” addossando ad altri i problemi rilevati non fa onore all’Autoritá Portuale stessa.
Vogliamo rilevare due cose:
1) questi campionamenti, per quanto realizzati con serietà, non sono un monitoraggio continuo 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, come prescrive la legge, ma relativi ad un periodo temporale “spot” di alcuni mesi.
2) sono stati realizzati nel 2012, anno in cui vi è stata una contrazione delle attività di movimentazione merci e containers; cosa succederebbe se, come la stessa AP prevede, nell’anno in corso e nei prossimi dovesse di nuovo salire la movimentazione, e si realizzassero le intese con Contship e Tarros (sulle quali abbiamo fortissime riserve, come è noto) e si ampliassero le banchine (per le quali, dobbiamo ricordarlo, è comunque necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale?)
L’Autorità Portuale, invece di minimizzare, faccia funzionare il tavolo di confronto sul Piano Regolatore Portuale, portando al suo interno progetti ed iniziative per rimuovere il problema inquinamento.
Dobbiamo rilevare che non si parla più ( purtroppo anche da parte del Comune) di fascia di rispetto, oggi relegata ad essere solo pochi metri di pista ciclabile, iniziativa giusta in se, ma che non ha i requisiti necessari per creare in maniera netta una separazione tra le attività portuali, e quindi le problematiche ricordate, dai quartieri e dalla città.

Italia Nostra La Spezia
Legambiente La Spezia
WWF La Spezia

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