Piazza Verdi, si continua a lavorare senza rispettare le prescrizioni di cantiere

Non basta stendere un nastro rosso e bianco che cinge l’aiuola sulla quale sono i pini per affermare che non si lavora in quella zona. Infatti il capitolato tecnico, allegato alla perizia del dott. Sani, sulla stabilità dei pini di Piazza Verdi, prevede una serie puntuale e precisa di prescrizioni per la gestione del cantiere ai fini della preventiva tutela del filare che appare ormai con chiarezza parte integrante della facies storica della Piazza così come si è definita negli anni del 30 del secolo scorso. L’Amministrazione Comunale ha inizialmente tenuto nascosto il capitolato e poi quando è stata costretta a pubblicarlo ha cercato di minimizzarne contenuti e cogenza. Nel Comunicato di qualche giorno fa il Comune afferma, relativamente alle prescrizioni : “Si tratta di indicazioni operative da noi richieste e comunque generalmente attuate e seguite nei cantieri ove vi è la presenza di essenze arboree”. Non risulta che tali prescrizioni siano mai stata non solo attuate ma addirittura neppure elaborate. Non a caso la Soprintendenza con atto del 20/8/2013 ha fatto propria la diffida avanzata dal Comitato e dalle associazioni Legambiente e Italia Nostra, a non continuare scavi senza il rispetto delle prescrizioni di cantiere indicate dalla suddetta perizia. Ciò comporta anche il carattere cogente di queste prescrizioni, ma soprattutto preventivo alla non realizzazione di fattispecie penali quali il danneggiamento di beni vincolati (ex articolo 733 del Codice Penale), nonché di violazione di ordini di pubblica autorità (articolo 650 del Codice Penale). Infatti che ci sia un problema di tutela dei pini almeno di quelli che potrebbero comunque restare in piedi dopo la perizia sulla stabilità dell’intero filare, risulta anche da questo documento (vedi QUI) della Direzione Regionale per i Beni Culturali, datato 9/8/2013, che ha chiesto alla Soprintendenza: ” di individuare eventuale altro Istituto Universitario che possa fornire qualificata consulenza in materia fitologica, nonché verificare le specifiche tecniche di sostentamento degli esemplari arborei di interesse culturale ammalorati. Tanto si richiede al fine di acquisire ogni informazione utile in ordine alla possibilità di mantenere in situ o meno i pini ritenuti non idonei a durare nel breve periodo o quelli considerati pericolanti.” E’ chiaro infatti, nella frase sopra riportata, il collegamento che viene fatto tra presenza dei pini (anche quelli a rischio) e loro valenza storico culturale. Quanto sopra conferma ulteriormente l’importanza, anche penale sopra citata, delle prescrizioni di cantiere e soprattutto che il filare dovrà essere conservato a prescindere dal rischio cadute, ovviamente sostituendo gli esemplari a rischio con esemplari nuovi. Ma cosa afferma in termini di contenuto il capitolato allegato alla perizia? Il documento in esame chiarisce molto bene come debbano essere elaborate/attuate queste prescrizioni di cantiere: ”Articolo 1.2 Sopralluoghi e accertamenti preliminari. Prima di presentare l’offerta di per l’esecuzione di lavori che si svolgono in prossimità degli alberi….. l’impresa, per mezzo di un tecnico specializzato in materia, deve avere cura di individuare in apposito elenco gli alberi potenzialmente danneggiabili, definendone per ciascuno le reali distanze di sicurezza anche in relazione agli interventi previsti e individuando, di concerto con la Direzione Lavori e tenuto conto delle norme e dei consiglio riportati nel presente elaborato, le modalità con cui svolgere i lavori in prossimità degli alberi ed i dispositivi di protezione degli stessi da adottare” Alla luce di quanto sopra i soggetti preposti (ditta esecutrice lavori, direttore cantiere, responsabile del procedimento del Comune) devono predisporre un protocollo tecnico operativo pubblicandolo ai sensi della legge 241/1990 sul procedimento amministrativo. Da tale protocollo deve risultare 1. il nome del tecnico specializzato di cui si è avvalsa l’impresa esecutrice dei lavori, per la stesura dello stesso 2. l’individuazione dell’elenco degli alberi danneggiabili dai lavori 3. la dimostrazione che per ogni albero siano stare definite le reali distanze di sicurezza in relazione agli interventi di cantiere previsti 4. la dimostrazione che siano state rispettate le diverse classificazione delle aree di distanza dagli alberi , classi di distanza ad ognuna delle quali corrispondono prescrizioni precise di lavorazione o addirittura di divieto di lavorazione e soprattutto di scavo. 5. la descrizione delle modalità di svolgimento dei lavori nel rispetto dei punti precedenti. 6. l’informazione se, di concerto con la Direzione Cantiere, l’impresa esecutrice abbia definito preliminarmente all’avvio dei lavori di scavo, i movimenti di macchine e attrezzature in prossimità degli alberi, ed abbia predisposto opportuna segnaletica nonché se ha formato adeguatamente e come il proprio personale.

Marco Grondacci per UFFICIO STAMPA COMITATO PER PIAZZA VERDI

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