Rilancio economia, Roffo risponde a Giorgio Pagano

Finalmente anche la politica provinciale esce dall’asfittico dibattito su questioni molto localistiche e di impatto irrisorio per porsi la domanda fondamentale di dove sta andando l’economia della nostra provincia. Lo fa con un’analisi attenta l’ex sindaco Giorgio Pagano dall’osservatorio “Luci della città” (ieri, su cds) evidenziando la crescente disoccupazione, in particolare giovanile e l’uso talvolta inappropriato della cassa integrazione da parte delle imprese in un contesto di delocalizzazione della produzione e di crisi economica generale.

Ripeto l’analisi è inappuntabile , le soluzione prospettate meritano viceversa un approfondimento.

Il vero punto di arrivo per qualsiasi entità economica è l’efficienza, appare ovvio a tutti che se un’entità economica pubblica o privata chiude i bilanci in rosso necessita di nuove risorse, di ricapitalizzazioni. Mentre le entità private ricorrono a versamenti dell’imprenditore o alle banche, le entità pubbliche ricorrono alle casse dello Stato. Ciò ora non è piu’ possibile, non è possibile nessuna politica monetaria e nemmeno il ricorso all’indebitamento dati i vincoli europei. La via quindi appare obbligata: l’efficienza. Tale via obbligata comporta l’assunzione di criteri puntuali sia riguardo la spesa che la selezione del personale. La spesa con il criterio di analisi della priorità ed economicità  e la selezione del personale con il criterio della meritocrazia. E’ il mercato in sostanza, che alloca le risorse laddove esiste massima efficienza e massima resa. Chi rimane fuori dal mercato è destinato a soccombere. La nostra Provincia è stata per decenni fuori dal mercato, con una economia parastatale e assistita. I risultati sono evidenti. Come uscirne? Innanzitutto con idee innovative.

La green economy evocata da Pagano è sicuramente una di queste. E allora ci chiediamo che fine hanno fatto i progetti di parchi eolici off-shore o nella diga foranea? Ci chiediamo a che punto siamo con la riconversione della nostra economia locale in senso turistico , i progetti di ospitalità diffusa ad esempio. Che percorsi attuare per attrarre  flussi turistici e che capacità di accoglienza abbiamo. Che ne è della riconversione a metano della centrale Enel e del quartiere di Fossamastra e di tutti quelli contigui al porto commerciale incompatibili con una vocazione al turismo. L’utilizzo delle aree all’interno dell’arsenale militare per dare opportunità alla nautica che sta delocalizzando da tempo a Malta ed in altri lidi piu’ ospitali. La riqualificazione immobiliare come sfida per il futuro, il social housing e il recupero degli immobili demaniali in particolare della Marina Militare sono una opportunità di cui si parla da anni. Il declino economico, e mi spingo a dire anche culturale, dell’intero Paese di cui la nostra Provincia ne è un esempio lampante, spinge tutti a fare uno sforzo decisivo per passare dalle parole ai fatti. Un dibattito serio, partecipato e soprattutto preventivo può portare ad un rilancio. Le iniziative dirigiste o sovradimensionate come il nuovo waterfront o il progetto di Piazza Verdi  hanno come risultato solo di cancellare la storia e la tipicità del territorio e di non produrre alcun volano economico reale.

dott Riccardo Roffo

portavoce Città Futura

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