L’autorità portuale risponde alle lettere su polveri e rumori dal porto

Almeno quattro campagne annuali per rilevare polveri e rumore nei quartieri retro portuali direttamente finanziate dall’Autorità Portuale; un mezzo mobile attrezzato per l’esecuzione dei rilevamenti e un protocollo sottoscritto nel 2010 con ARPAL La Spezia per la realizzazione delle campagne e la predisposizione di relazioni dettagliate sui risultati ottenuti.

Tutto ciò per poter rilevare eventuali situazioni di pericolo o di mancato rispetto normativo dei fattori inquinanti in modo certo, certificato e tempestivo, al fine di poter intervenire con altrettanta tempestività ed efficacia: sono queste le attività di monitoraggio dell’aria che sono state messe in campo e continuano ad essere regolarmente mantenute in esercizio dall’Autorità portuale per controllare e, laddove necessario, ridurre l’impatto ambientale del porto sulle aree residenziali della città.

Sul fronte polveri, in particolare, le ultime campagne ARPAL del 2011, 2012 e recentemente nei primi mesi del 2013 hanno evidenziato come nei quartieri immediatamente a ridosso dell’area portuale vengano regolarmente rispettati limiti normativi per quanto attiene PTS e PM10. Ciò tanto a Fossamastra (zona prossima al pontile Enel utilizzato anche per la movimentazione di carbone), quanto in aree prossime a Calata Paita (Viale Italia, via San Cipriano). Da numerosi confronti eseguiti con altre rilevazioni in aree residenziali lontane dal porto, peraltro, è oggi possibile evidenziare come sussistano in città situazioni certamente più critiche di quella retro portuale in materia di PM10, ancorché non sia mai stata rilevata alcuna situazione di reale pericolo per la salute dei cittadini.

Per il rumore occorre precisare come i risultati delle campagne 2011 e 2012 abbiano evidenziato sforamenti dei limiti di legge nelle aree indagate da ARPAL (in particolare Marina del Canaletto), ma anche che detti superamenti siano da imputarsi a fattori concomitanti, tra i quali il traffico di v.le S. Bartolomeo. Leggendo la relazione del 2011, ad esempio, è infatti possibile evidenziare come ad emissioni notturne del porto inferiori a 60 dB(A) corrispondano valori di immissione a ridosso dei fabbricati del canaletto di oltre 67 dB(A) ai quali appare evidente il contributo della strada (valore di emissione misurato 68,8 dB(A)). Ciononostante Comune, Autorità Portuale e Provincia hanno richiesto ed ottenuto da parte del terminal LSCT la predisposizione di apposito Piano di Risanamento per riduzione delle emissioni rumorose che lo stesso terminal sta portando rapidamente a compimento e che dovrebbe dare risultati concreti già nell’anno in corso.

Tra gli accorgimenti adottati e in corso si evidenziano le manutenzioni intensificate delle strade e dei piazzali, la manutenzione programmata dei mezzi operativi, la modifica delle frequenze adottate sui cicalini di sicurezza per ridurne il disturbo verso aree esterne al porto, la predisposizione di accorgimenti tecnici volti alla riduzione dei contatti metallici tra container e strutture di trasporto (materassini in neoprene), ricerca di ogni soluzione tecnica volta alla migliore insonorizzazione dei mezzi.

Ma non è tutto: importanti investimenti sono in corso per la sostituzione progressiva e l’integrazione delle barriere fonoassorbenti lungo la recinzione doganale, lungo la ferrovia e in corrispondenza della rampa di ingresso/uscita della galleria subalvea in area Canaletto.

Contrariamente a quanto spesso affermato,infine, l’Autorità Portuale ha, ad oggi, effettuato maggiori investimenti proprio nella direzione della salvaguardia ambientale e della riduzione dell’impatto del porto sui quartieri retro portuali di quanto non abbia invece potuto fare sul piano delle infrastrutture portuali previste dal PRP, e tutto ciò risulta ben dimostrabile nei numeri: fascia di rispetto con collegamento pedonale e ciclabile dei quartieri di Fossamastra e Canaletto; progettazione definitiva della fascia di rispetto di Fossamastra; progettazione definitiva della nuova marina del levante al molo Pagliari; nuove infrastrutture per la nautica da diporto al Mirabello; il progetto “PORTO VERDE” in collaborazione con Enel per ridurre i consumi e l’inquinamento luminoso, per produrre energia pulita attraverso pannelli solari e per individuare soluzioni volte alla mobilità elettrica all’interno dell’area portuale, nonché per la realizzazione dei primi tratti di banchina attrezzati per il “cold ironing”, sono solo alcuni esempi concreti di come AP abbia ritenuto opportuno investire le proprie risorse.

Tutto ciò non è stato e non sarà sufficiente ad ottenere riduzioni significative del “disturbo” arrecato dal porto? Investiremo ancora, perché le istanze dei cittadini, se non strumentali come a volte appaiono (le navi da crociera, ad esempio, non possono essere stigmatizzate come “fonte di disturbo” per l’uso delle sirene, mai avvenuto, e degli altoparlanti di bordo, che avviene raramente e comunque in pieno giorno!), sono da rispettare e da tenere in dovuta considerazione anche quando i numeri indicano il sostanziale rispetto di limiti di Legge e gli Enti preposti alla salvaguardia della salute non evidenziano rischi di alcun tipo in tal senso. Si evitino però le polemiche faziose e strumentali e le vere e proprie crociate calunniose e denigratorie, che non hanno alcun fondamento e, soprattutto, non giovano a nessuno.

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