Nino e Ida Agostino, 24 anni di omertà

Sorridono, Nino e Ida, nelle foto del matrimonio. Sorridono con la gioia della prospettiva di una vita assieme. Per quello che ne so, sorridevano anche quel 5 agosto 1989, mentre raggiungevano la casa di famiglia di Nino, per festeggiare il compleanno della sorella. Sorridevano perché erano sposati da poco e perché a breve sarebbero diventati genitori. Sorridevano perché erano felici e innamorati. Erano belli e giovani, avrebbero avuto sicuramente una vita bellissima. Se un agguato mafioso non li avesse sorpresi e uccisi a colpi d’arma da fuoco, davanti agli occhi dei genitori di Nino.

Sorridono nella foto del matrimonio e sorriderebbero ancora oggi. Da 24 anni le loro due famiglie fanno fatica a sorridere, perché i due giovani non hanno avuto giustizia. Chi li ha ammazzati? Perché? Cos’ha a che fare la loro morte con il fallito attentato all’Addaura al giudice Falcone? Dove sono finiti gli appunti che Nino scrisse dopo quel 21 giugno? Chi li ha presi, perché? E perché c’è così tanta omertà sul caso Agostino?

24 anni. 288 mesi. 105120 giorni, bisestili esclusi. Senza verità, senza giustizia, senza risposta a legittimi perché.

Negli occhi di Vincenzo e Augusta, che portano in giro la storia del figlio Nino e della nuora Ida Castelluccio, ci sono tutte queste domande e tante altre, c’è la dignità di un dolore insopprimibile. C’è la volontà di sapere la verità.

Ma oggi, a 24 anni da quel barbaro omicidio, Nino e Ida li voglio ricordare così. Felici, sorridenti, aperti alla vita.

Io, a questo ragazzo, devo la vita. (Giovanni Falcone)

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