Indiana Jones e il Politeama di Piazza Verdi

Stamani l’architetto Marco Tarabugi ad alcuni giornalisti ha ricordato che il 31 luglio di 133 anni fa veniva inaugurato il Politeama Duca di Genova in Piazza Verdi. E ha mostrato orgoglioso alcuni manifesti di buon compleanno che ha predisposto per l’occasione…Proprio in questi giorni di fine luglio il vecchio Teatro fa ancora parlare di sé perché il pavimento policromo riemerge sempre di più dagli scavi in corso. Se non è una notizia questa!  

Ma nessuno -pare- sa niente. Nessun comunicato è stato diffuso da parte del Comune e soprattutto in Piazza Verdi non viene mai nessuno delle Istituzioni culturali  a verificare l’autenticità del ritrovamento, a chiamare la stampa facendosi fotografare dai media locali sopra, sotto, in mezzo ai reperti. E’ molto strano.

Ma noi siamo sicuri che la giovane solitaria archeologa incaricata come responsabile scientifico dal Comune e di certo autorizzata anche dalla Sovrintendenza e in possesso delle qualifiche richieste, riferirà con report dettagliati a cui i cittadini potranno accedere. Si tratta pur sempre della Storia della città, non di un segreto di famiglia, per dire…Peccato che questa storia della città che riemerge non sia lasciata alla vista dei cittadini: doppi teloni cerati chiudono il cantiere impedendo anche solo una sbirciatina. Non se ne conosce il motivo.

Ovviamente ricordiamo che l’articolo 95 del codice degli appalti prevede la “Verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede del progetto preliminare”. La presenza dell’archeologa non è stata contestuale all’inizio dei lavori ma per fortuna c’è.

Allora abbiamo molte curiosità: per esempio, siccome siamo notoriamente spocchiose e rompiscatole, abbiamo chiesto ad amici archeologi, responsabili di scavo e ispettori quali devono essere le procedure da seguire e sappiamo che  ogni informazione sui ritrovamenti deve passare alla Sovrintendenza ai beni archeologici oltre che al Comune. Quale sarà la destinazione di questi pavimenti? Saranno ricoperti’? Saranno recuperati? Oppure caricati su un camion con destinazione sconosciuta? Insomma, seguiranno la sorte degli alberi di arancio?

Per sicurezza abbiamo chiesto un parere anche all’Associazione Nazionale archeologi che sta seguendo questa vicenda degna, appunto di …Indiana Jones!

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