Una nota sulla lettera della Soprintendenza

La Raccomandata protocollata come 20904 spedita il 17 Luglio scorso dalla Soprintendenza ai Beni Culturali della Liguria al Comune di La Spezia diventata in questi giorni ben nota grazie a Internet, ma ricevuta solo pochi giorni fa dalle Ass.Ambientaliste e dal Comitato Cittadini denota ancora una volta come questi ultimi si trovino ad aver a che fare con una amministrazione comunale totalmente priva di ogni etica e di una qualsiasi minima correttezza .

Infatti il Comune della Spezia seppur a conoscenza della ferma presa di posizione dell’ ente preposto a dover formulare una sentenza definitiva circa il futuro di Piazza Verdi, di cui in suddetta circolare si ribadisce ed anzi precisa in modo incontrovertibile l’importanza e la storicità (alberi compresi) nel piano urbano cittadino soffermandosi più volte sul concetto architettonico globale della piazza stessa, non si è guardato minimamente di proseguire in modo quasi delinquenziale nella distruzione della piazza, proseguendo la demolizione culminata proprio qualche giorno fa nell’ espianto-massacro di una larga parte dei suoi aranci e oleandri.

Una amministrazione appena normale e corretta, recepita tale comunicazione , avrebbe dovuto almeno prendere tempo, evitando che nella sua opera di proseguimento dei lavori si arrecasse alla Piazza e dunque alla città un ulteriore danno di questo tipo.

E’ dunque gravissimo il gesto vandalico compiuto dalla nostra amministrazione.

Aggravato, se possibile dalla arroganza e prepotenza che essa dimostra nei confronti di tutti e dalla assoluta mancanza di rispetto anche nei confronti degli organi competenti : Il Ministro dei Beni Culturali Bray, prima di tutto, già a suo tempo apostrofato in modo ridicolo e vergognoso dal Sindaco di questa grande città posizionata sul levante ligure (come se il Ministro fosse un troglodita anageografico), la Soprintendenza, ora, alla quale il Comune a distanza di un mese come si evince dalla circolare stessa non ha ancora inviato neppure una minima parte della documentazione richiesta per l’apertura della istruttoria.

Tanto che questa inizierà dunque d’ufficio.

Ci chiediamo avviliti : esiste tale documentazione ?

L’arroganza poi del Comune diventa, se possibile, ancor più insopportabile nei confronti dei suoi cittadini e delle loro sensibilità, circa la disposizione e i limiti operativi del cantiere ,e dunque soprattutto delle leggi che nello stesso come del resto in tutta questa vicenda sono e vengono infrante con cadenza ormai costante e quasi quotidiana.

Questa cosa è dunque inaccettabile da parte di qualsiasi persona che creda fermamente nel concetto di legalità.

Quel concetto che ci ha fatto affermare da subito che la Riqualificazione di Piazza Verdi inquadrata nel famoso pacchetto di interventi finanziati dalla C.E. è cosa improponibile perchè la piazza non presenta alcuna forma di degrado ne tantomeno di dismissione.

Quella fede nella legalità, che ci ha spinto a frugare tra l’iter burocratico necessario per accedere ai finanziamenti, facendoci scoprire tutta una serie di false documentazioni come quelle ormai tristemente famosa come il “certificato di nascita dei pini” e dunque il loro vincolo perchè ultra- settantenni.

Senza contare, il modo del tutto “carbonaro” con il quale si è venuto a scegliere e determinare il progetto per Piazza Verdi.

Il possibile conflitto di interessi di alcuni personaggi presenti nella giuria deputata alla selezione, e dulcis in fundo, la totale assenza di percorso partecipativo con la popolazione , condizione questa non facoltativa ma obbligatoria per partecipare al bando europeo per i finanziamenti.

Questi e molti altre motivazioni attinenti la sfera culturale e delle sensibilità, che qui preferiamo tralasciare, ci spingono ad affermare che mai, i cittadini che si sono appunto costituiti in comitato accetteranno qualcosa di simile a un compromesso con il loro Comune al fine di chiudere qui questa vertenza diventata ormai della legalità e contro ogni forma di spreco del denaro pubblico.

Si facciano dunque le opere di manutenzione ordinaria nella piazza.

Si sostituiscano le tubature e, ora che sono stati distrutte, le pavimentazioni dei marciapiedi.

Si ripristinino i filari di oleandri e aranceti così come gli spezzini hanno imparato a conoscerli.

Si riasfalti la strada e si decida circa la pedonalizzazione totale o parziale della stessa.

Dopodichè, si levi il disturbo !

Lo si levi ai commercianti, già duramente provati da tutta questa vicenda scatenata dal nostro Comune, anche in questo caso con una insensibilità da guinness dei primati, in un momento già drammaticamente difficile e complicato.

Lo si levi ai residenti, costretti a vivere ormai da oltre un mese, in un ghetto cantieristico pauroso, stritolati tra transenne, polvere, rumore acque putrescenti, disservizi idrici, e pericolo di dissesti geologici, che nulla hanno a che a vedere con una normale attività manutentiva del territorio e della città.

Lo si levi anche a noi cittadini, criticati, quasi malmenati in un consiglio comunale illegale e indimenticabile e costantemente inseguiti da Digos, Carabinieri e Vigili Urbani, sempre presenti al nostro fianco, tranne quando vogliamo sporgere sacrosante denunce circa le molte illegalità riscontrate durante i lavori del cantiere.

Che Piazza Verdi rimanga com’è, magari piantandovi i due pini mancanti e prendendosi cura degli altri chiaramente sani, ma poco curati in questi ultimi anni, come del resto gran parte della nostra “acamizzata” città!

(Massimo Baldino)

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