Montana e Chinnici, il ricordo

28 luglio 1985: la mafia uccide il commissario Giuseppe -Beppe- Montana a Porticello, vicino a Palermo, da un colpo di pistola.

29 luglio 1983: Cosa Nostra uccide il Giudice Rocco Chinnici con un’autobomba. Assieme a lui muoiono: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico Stefano Li Sacchi.

Montana e Chinnici sono solo due dei moltissimi nomi che oggi ricordiamo… vittime di mafia, vittime di silenzio e omertà. Uomini coraggiosi, spesso lasciati soli a combattere contro un nemico troppo grande. Spari, esplosioni, sangue sulle strade della Sicilia, “terra bellissima e disgraziata“, quella Sicilia che ancora oggi non è riuscita a rialzare del tutto la testa, che continua spesso -troppo spesso- ad avere paura.

Quei morti, quelli della lunga stagione di sangue e terrore che ha sconvolto il nostro Paese, chiedono giustizia, chiedono di non essere dimenticati. Oggi più che mai dovrebbe essere chiara l’importanza di ricordare, perché è attraverso la memoria, attraverso il ricordo di chi è stato ucciso che possiamo imparare ad affrontare il futuro, a far sì che non vi siano più stragi, non più corone di Stato.

Come dice Salvatore Borsellino: non abbiamo bisogno di eroi morti, ma di Magistrati vivi.

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.