Se io fossi acqua a Castè, presenta Dario Vergassola

Il documentario/film “Se io fossi acqua” arriva al Teatro Corte Paganini di Castè, domenica 28 luglio a partire dalle 21.30. Per l’occasione la proiezione sarà introdotta da Dario Vergassola, che è anche parte del film stesso.

Il film sta sollevando un grande interesse in giro per l’Italia, è stato a festival prestigiosi, “Caffeina” a Viterbo, “Sconfinando” a Sarzana, ed è stato selezionato per “Cinemambiente 2013”.

Ho fatto per l’occasione tre domande al regista del film, e autore insieme a Luigi Martella e Marco Matera, Massimo Bondielli, perchè ero “curioso” di sapere come le persone avessero accolto una telecamera in una situazione così difficile, e cosa loro avessero incontrato, soprattutto a telecamere spente.

1. Voi, in questo documento video, avete ripreso le persone durante la loro “rinascita” dalla alluvione. Come hanno accolto le persone coinvolte questa vostra idea?

Inizialmente non è stato facile. Siamo arrivati a Pignone dopo poche settimane dall’evento ed eravamo quasi intimoriti, avevamo paura di essere di troppo, di rompere un equilibrio che si stava pian piano ricreando. Sentivamo addosso gli sguardi perplessi delle persone. Ma la nostra presenza costante e il rispetto per loro e per quei luoghi ci hanno aperto la strada. Come metodo di lavoro abbiamo scelto la lentezza, il camminare, lo stare con loro e con il passare dei mesi tutto si è fatto semplice, naturale. Le interviste erano come delle chiacchierate tra amici, dove loro avevano voglia di raccontare e noi di ascoltarli. E così siamo stati lì con loro dieci mesi per documentare di come insieme, con determinazione, credendoci e aiutandosi si possa rinascere.

2. Quanto è importante il ruolo della memoria e del ricordo in un evento come questo?

L’ alluvione ha segnato fino nell’anima queste persone, ha creato un prima e un dopo 25 ottobre 2011 ma non è riuscita a spezzare il filo che lega la vita degli abitanti alla loro terra. Quelle immagini rimarranno per sempre nella mente di ognuno di loro, ma rimarrà anche una memoria collettiva fatta di unione, aiuti, coraggio, senso di appartenenza. Non bisogna mai dimenticare fatti così importanti e loro non l’hanno fatto, anzi, sono ripartiti proprio dalla memoria per rinascere. Il nostro documentario, partendo dalla memoria individuale degli intervistati, cerca di dare voce proprio a questa memoria collettiva. Non dobbiamo liberarci del ricordo, “illudendoci di essere più liberi”. Dobbiamo ricordare per migliorare noi stessi e la nostra vita.

3. La cosa che hai visto, e che non hai ripreso, che ti ha colpito di più.

Grazie ai dieci mesi passati in quei luoghi, sono riuscito a non tralasciare niente di quello che mi serviva nella narrazione. Ho ripreso tutto quello che internamente mi produceva sensazioni. Ogni luogo, ogni volto, ogni racconto mi ha arricchito ma quello che maggiormente mi ha colpito è stato il senso di comunità di queste persone, la coscienza di luogo, l’attaccamento alla propria terra, il senso di dare al tempo il giusto spazio. Non luoghi, oggetti visivamente presenti e facili da riprendere ma sentimenti, modi di essere e di vivere, che ho cercato di rappresentare e trasmettere attraverso il racconto visivo.

SE IO FOSSI ACQUA, domenica 28 luglio al Teatro Corte Paganin di Castè, dalle ore 21.30 – altre informazioni sul documentario e sugli autori: seiofossi.com

A Castè è possibile cenare alla Locanda del paese (aperta anche dopo lo spettacolo) – menù fisso 15€ o alla carta.
Aperitivo, stuzzicheria prima e dopo lo spettacolo. Per prenotazioni 0187 – 769131 / 339 6979165

Per arrivare a Castè (comune di Riccò del Golfo), dalle gallerie del Felettino o della Foce alla Spezia, direzione Genova, usciti dall’ultima bivio per Castè sulla sinistra. Dalla Spezia 8 km.

INGRESSO GRATUITO

Informazioni: 340.3462284
Per essere aggiornati sulla stagione di Castè ci si può collegare alla pagina facebook https://www.facebook.com/TeatroCortePaganini

 

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