Clamorosa lettera della Sovrintendenza al Comune su Piazza Verdi:

Piazza Verdi:  Come volevasi dimostrare

Il Sindaco Federici nell’ormai famoso consiglio comunale dello scorso 11 luglio affermava: “ La sovrintendenza conosceva il progetto e ne condivideva il cuore, che sta proprio nella riconfigurazione della prospettiva nella parte centrale. D’un tratto ha cambiato idea, inopinatamente. Ad appalto aggiudicato”. Come è noto ormai da tempo non era la Soprintendenza che ha cambiato idea ma semmai il Comune che non aveva adempiuto a quanto richiesto già nel novembre 2012 da parte di detto ente: l’avvio della procedura di verifica dell’interesse storico culturale ed architettonico della piazza.  La Soprintendenza quindi  lo scorso 17 giugno aveva bloccato l’avvio dei lavori del cantiere, in particolare nella parte centrale della piazza, proprio per la suddetta carenza istruttoria. 

Il Sindaco nella sua relazione sopra citata affermava, sempre in relazione all’ordine di avvio della procedura di verifica: “Ma nonostante tutto vogliamo continuare a credere nella leale collaborazione che dovrebbe esserci tra istituzioni. Come recita la nostra Costituzione”. Di fronte a questa frase pronunciata nella assemblea sovrana del consiglio comunale dal Sindaco nell’esercizio delle sue funzioni, ci saremmo aspettati che già dal giorno dopo l’ordine della Soprintendenza gli uffici comunali stessero lavorando alacremente per adempiere al suddetto obbligo di legge.  

Poche ora fa siamo venuti a sapere che in data 17 luglio 2013 la Soprintendenza, con apposita raccomandata,  ha scritto al Comune quanto segue: “…ad oggi tuttavia non risulta attivata da parte di codesto Comune la necessaria procedura… Considerato che questo Ufficio considera necessario provvedere con urgenza ad effettuare la verifica dell’interesse culturale della Piazza Verdi….COMUNICA l’avvio del procedimento di verifica di ufficio…”

 Ma non è finita qui…Federici verso la fine della relazione, sui  famosi pini, affermava che trattasi: “ di una vegetazione di nessun pregio e priva di ogni vero significato”.  

In questo caso il Sindaco ha fatto una affermazione totalmente non fondata sotto il profilo tecnico e dimostrando anche una scarsa conoscenza dei principi costituzionali in relazione alla distinzione dei poteri: non è compito suo valutare il pregio storico culturale dei piani in questione ma di una altro ente che si chiama Soprintendenza.

Oggi sempre nella raccomandata sopra citata, la Soprintendenza scrive al Comune: “ Il procedimento viene avviato al fine di verificare la sussistenza dell’interesse culturale della piazza che, per quanto ad oggi risultante, rappresenta l’esito di un importante intervento di disegno urbano conseguente al piano regolatore del 1904.08, realizzato tra gli anni 20 e gli anni quaranta del novecento grazie alla demolizione del Politeama, alla progressiva definizione di quinte architettoniche di pregio – tra cui emerge il Palazzo delle Poste – ed al completamento con alberature, quest’ultimo eseguito tra il 1937-39 a quanto risulta da atti solo recentemente acquisiti da questo Ufficio (prot.  n.   19400 del 4/7/2013).

Bene quindi ora anche per la soprintendenza i pini sono considerati parte della conformazione storico culturale ed urbanistica della piazza. E’ quello che sosteniamo da tempo.

Notiamo per inciso, che come sosteniamo nell’esposto inviato in data 8 luglio alla Procura del Tribunale di Spezia, la data di collocazione degli alberi negli anni 30 viene riconosciuta anche dalla Soprintendenza, mentre nella relazione che ha guidato dal punto di vista dei criteri di selezione storico culturali  del progetto si sosteneva che i pini erano stati collocati solo alla metà degli anni 50 e che per questo tale messa a dimora realizza una:  “incomprensione totale del senso della piazza stessa e delle prospettive che da essa si aprivano su via Chiodo da una parte e su via Veneto dall’altra”

Possiamo dire che  i “falsari, squallidi  approssimatori, mentitori, disinformatori e squallidi manipolatori”, così il Sindaco ha definito gli oppositori al progetto Buren Vannetti,  questa volta, come peraltro in altre (short list del Civico do you remember?), hanno avuto ragione oltretutto, udite udite, confortati dalla ufficialità della Soprintendenza per i Beni Architettonici…… Come volevasi dimostrare!  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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