Il mio 19 luglio in Via D’Amelio

Ho letto su Facebook che qualcuno ha scritto più o meno: “Il 19 luglio in Via D’Amelio ho visto persone che mangiavano un panino nel momento del ricordo” e concludeva dicendo che ormai l’evento è ridotto a una sagra paesana. Nei commenti qualcuno gli dava ragione e specificava di averlo “visto in tv”. Qualcun altro dice che oggi l’evento è solo una scusa per postarsi su FB.

Io lì, il 19 luglio c’ero, come ogni 19 luglio dal 2010. E non ho mai visto persone mangiare panini durante il momento del ricordo, se per momento del ricordo s’intende il minuto di silenzio. Se s’intende l’intera giornata allora sì, ho visto gente mangiare panini e anche gelati. Ma la commemorazione, il 19 luglio in Via D’Amelio, inizia alle 9 del mattino e finisce ben dopo la mezzanotte. E ci sono persone che ci passano l’intera giornata. Vorremo concedere a queste persone un panino, un gelato, un’arancina, una bibita?

Ma non voglio cadere in sterili polemiche. Se c’è qualcuno che va lì solo per farsi vedere se la vedrà con la sua coscienza. Le persone che conosco io non vanno lì per quello e praticano antimafia, in un modo o nell’altro, per 365 giorni l’anno. E io in Via D’Amelio ogni anno vedo gente che non si vede da un anno e si abbraccia con emozione, vedo occhi lucidi e labbra serrate. Sento mescolarsi i dialetti, vedo i Magistrati che salgono sul palco e percepisco  la commozione nei loro volti tesi, nelle voci tremanti, ma anche la gratitudine nei loro sorrisi. Vedo la forza di Salvatore Borsellino che lotta come un leone e che stringe mani, abbraccia, sorride, firma le agende rosse, scambia due parole con tutti.

Io, il 19 luglio a Palermo vivo questo, ma evidentemente non è così per tutti. Il ritrovo in Via D’Amelio non è solo la pura e semplice commemorazione di un’atroce strage di Stato. No, perché lì al mattino si ritrovano i bambini, il futuro. In Via D’Amelio il 19 luglio ci si commuove molto, è vero, ma ci si ritrova e si sorride, anche. Perché non può e non deve essere solo un luogo di morte.

Basta guardare l’ulivo pieno di foto, dediche, ricordi. Pieno di vita.

E questo diventa la via: un luogo di lacrime e sorrisi. Di ricordo e di lotta. Di emozioni. Di memoria e di informazione. Di musica, poesia e arte. Di lotta alla mafia. Di vita.

 

 

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