Piazza Verdi, pioggia di esposti e denunce

I cittadini facenti parte del Comitato che si oppone alla realizzazione del Progetto Vannetti- Buren in Piazza Verdi hanno il forte sospetto che quello che sta avvenendo in questi giorni sia una azione illegale, come lo sono molte delle pratiche che hanno permesso al progetto di essere presentato in sede europea onde ottenerne i finanziamenti.
Al momento infatti sono ripresi i lavori utilizzando il progetto originario, ma proprio quell’elaborato della piazza fu bloccato lo scorso 17 Giugno dopo l’intervento del Ministro Bray e con ordine della Soprintendenza ai beni culturali della Liguria.
E’ vero che nella circolare del 21 si permetteva al Comune di la Spezia di riprendere i lavori nelle zone laterali sottoponendo invece a blocco la parte centrale della piazza in attesa di una più approfondita istruttoria volta a stabilire l’età dei pini e dunque la loro storicità o meno nel contesto della piazza, oltre che il loro vincolo avendo più di settanta anni, ma è pur vero che il Comune per riprendere i lavori avrebbe dovuto presentare una variazione di progetto, come è prassi comune in questi casi.
Questo, per ammissione degli stessi operatori della ditta incaricata dei lavori non è avvenuto e dunque il cantiere non avrebbe potuto essere riaperto.
E’ nostra impressione che il Comune con questa azione abbia compiuto una nuova e pesante irregolarità della quale (insieme a molte altre minori riscontrate) abbiamo più volte tentato di informare le autorità preposte , Carabinieri compresi che si sono però rifiutati di intervenire e presso la loro caserma di raccogliere una regolare denuncia.
Per tutta la mattinata i cittadini del comitato hanno tentato di mettersi in contatto con Vigili Urbani, Polizia giudiziaria e per l’appunto con l’Arma ricevendo però sempre risposte elusive e pressapochiste.
Nel pomeriggio finalmente sono partiti gli esposti che ci auguriamo non finiscano come molti altri nel dimenticatoio.
E’ nostro diritto capire come si sta lavorando in Piazza Verdi.
Se l’opera di demolizione della Piazza che è in corso da ieri mattina è compatibile con quanto verrà in seguito deciso circa la sua parte centrale.
Se i costi, aspettando magari che la Soprintendenza si esprimesse invece che dare luogo a questo “colpo di mano” dell’amministrazione potevano forse essere inferiori.
Un cantiere non può lavorare senza un progetto.
Questo è esattamente quello che invece sta avvenendo in Piazza Verdi.
Solo nel pomeriggio di ieri, su nostra segnalazione sono arrivati sul luogo i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a intimare ai responsabili dei lavori molti accorgimenti e dispositivi che nel cantiere risultavano mancanti.
Da quando è compito dei cittadini fare notare ciò che in un cantiere manca o è irregolare?
Nel frattempo nella giornata di ieri alcuni di noi tra cui lo scrivente hanno depositato presso la Procura di Genova un esposto denuncia volto ad appurare come sia stato possibile da parte della Soprintendenza ai beni culturali della Liguria nella persona della incaricata Dottoressa Papotti e del suo referente in zona Dott. Vatteroni incorrere in un errore così inverosimile quale quello della datazione della ormai famosa filare dei pini.
Documenti che erano facilmente consultabili non sono stati verificati e si è lasciato invece, anche in questo caso, ai cittadini il compito di verificarli e quindi di produrli.
Se ciò non fosse avvenuto, oggi i pini di Piazza Verdi sarebbero già stati uno dei tanti ricordi di questa città.
Neppure quando in città si scatenò un vera e propria febbre alla ricerca della esatta età degli alberi con pubblicazione quotidiana di immagini d’epoca persino sui giornali nessuno in Soprintendenza penso di andare a verificare il carteggio relativo alle ordinanze da noi recuperate.
Una cosa veramente strana sulla quale abbiamo chiesto alla Procura di Genova competente per territorio di indagare al fine di stabilire se dietro a questo singolare comportamento siano ravvisabili gravi reati.
Ci riserviamo pure di portare a conoscenza, arrivando ai massimi livelli istituzionali, quanto successo nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 11 Luglio al fine di ottenere risposte autorevoli circa un comportamento da noi ritenuto scorretto e decisamente antidemocratico forse persino anticostituzionale della nostra amministrazione comunale.
I fatti sono noti e non tornerò dunque qui a ricordarli, ma permettetemi di stigmatizzare solo per concludere le chiare parole offensive e calunniose pronunciate dal Sindaco Massimo Federici nei confronti di alcuni suoi cittadini facilmente riconoscibili nelle persone del Comitato e delle Associazioni Ambientaliste.
Parole di fuoco improponibili in un contesto istituzionale e impronunciabili da una persona che nel bene o nel male nell’accordo o nel disaccordo più totale deve comunque sempre rappresentare la cittadinanza intera e non solo e non mai una parte di essa.
La nostra battaglia per Piazza Verdi, dunque continua certi che dietro alla riqualificazione di questo luogo storico della città non ci sia solo l’avversità o meno a un progetto da subito sembrato ai più discutibile, ma anche una sacrosanta lotta per ottenere in ogni gesto compiuto dalla nostra giunta comunale quella trasparenza, partecipazione e legalità che ogni cittadino deve pretendere da chi lo amministra.

Massimo Caratozzolo Baldino

Comitato per Piazza Verdi

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