Piazza Verdi, un lavoro inutile

Considerato che ormai la vicenda “Piazza Verdi” è quasi diventata sport nazionale, anch’io nella qualità di cittadino della Spezia, dove svolgo attività imprenditoriale, vorrei poter esprimere un mio parere, in quanto contrario alla realizzazione del progetto. Progetto che non crea un feeling con la piazza storica, sembra catapultato lì da qualche altro pianeta; forse non è neppure bello. E non vedo così necessario o utile stravolgere una piazza che porta molto bene i segni degli anni che ha una sua precisa identità. Così come trovo concettualmente aberrante il criterio di dover “modernizzare” tutto e a tutti i costi. Perché non esiste l’equazione moderno= migliore. Esistono, al contrario, la

storia, il culto di un luogo per quello che rappresenta e per come è, Naturalmente, per rispetto dovuto, se la collettività deciderà di approvare l’intervento, la minoranza dovrà farsene una ragione. Per questo deploro i metodi e le posizioni arroganti cosi come mi sembra fuori luogo l’imposizione di una decisione presa senza minimamente e preventivamente consultare quanti avevano diritto di esprimere la propria opinione. Proprio per il metodo adottato, si sono materializzati i due schieramenti e ti trovi a dover subire le esternazioni di qualcuno che apostrofa, chi non è d’accordo con lui, di settarismo, invidia, manipolazione, populismo con una violenza verbale che sarebbe degna di altri palcoscenici. Certo, lui non prova no a parlare con gli altri, ma mica perché non lo starebbero a sentire, perché, al contrario, è lui che non saprebbe come argomentare la sua posizione (non è un copione da imparare a memoria…).

Peraltro se si è “rotto i coglioni” non capisco per quale motivo non accetti il dialogo. E chi si prende la briga di dissertare su “urbanistica, architettura e arte” che mestiere esercita? È un urbanista, un architetto e un artista? Se sì, si esprima sulla qualità del progetto e non sulle persone che difendono un loro pensiero.

Simpatica, poi, è anche la posizione “politico partitica” della vicenda, con esponenti di uno schieramento che fanno finta di essere un coro univoco ma che proprio cosi non è. Io cercherei di impiegare il mio tempo lavorando per rendere la città meno sporca, per far funzionare i servizi, migliorare una viabilità al collasso, per creare spazi per i giovani ed evitare la loro cronica fuga verso altre realtà.

(Claudio Oligeri)

 

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