Stefano Sarti risponde a Federici

Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno portato lontano dalla nostra città e quindi non ho potuto assistere alla triste vicenda del Consiglio Comunale dell’11 Luglio scorso.
Ho letto però, quasi in diretta, grazie ai tanto vituperati social network e alle pagine dei quotidiani spezzini on- line quello che stava succedendo.
Molto ci sarà da chiarire sul perché ore prima del Consiglio le sedie del pubblico sembrerebbe siano state occupate da persone che non risulta si sono mai interessate in maniera attiva del problema di Piazza Verdi ma solo “chiamate” per la bisogna mentre sotto il palazzo, ad altre persone che volevano anche loro entrare qualche tempo prima dell’inizio della seduta, in un primo momento non si voleva permettere di salire alla sala consiliare. Così come sono da condannare atti di violenza, verbale e fisica che hanno portato al pronto soccorso un consigliere comunale e, sembrerebbe nella concitazione successiva anche un vigile urbano.
Ma quello che più mi ha colpito è stato l’intervento del Sindaco della Spezia.
Alla faccia di una ” soluzione condivisa” il suo è stato un intervento di duro attacco, di aumento delle divaricazioni, di ricerca dell’applauso e del tifo di parte, fino a sfidare apertamente la stessa Direzione Regionale per i Beni Culturali, la Sovrintendenza regionale ed il Ministro Bray, annunciando anche una possibile impugnazione dei pareri della Sovrintendenza stessa.
Ma la cosa che più mi ha indignato, e che credo intagli un tratto negativo anche per la persona che lo ha pronunciato visto che è il Sindaco, è l’attacco gratuito, infondato e vergognoso alle associazioni ambientaliste spezzine.
Cosa più grave per uno come lui che proviene da incarichi di massima dirigenza dall’Arci, e che dovrebbe sapere che le associazioni non sono strumenti del potere da usare a piacimento, e che vanno contrastate sul merito delle cose che propongono, e non sulla loro “esistenza in vita”.
Punto primo: alludere che il Comitato per Piazza Verdi e le associazioni che lo appoggiano ( prime tra tutte Legambiente e Italia Nostra) sia un coacervo di interessi difformi è falsificare la realtà. Il Comitato e le Associazioni sono favorevoli – lo abbiamo detto più volte, ma si fa finta di non capire – ad una vera pedonalizzazione, a differenza del Comune e del Progetto Buren propongono una ZTL spacciandola per pedonalizzazione. Se poi tra i manifestanti vi siano alcuni che non la pensano così non vedo dove sia il problema: sono posizioni minoritarie. Così come la paventata presenza di Forza Nuova: dove se la sono vista? Tra le decine di persone che quotidianamente presidiano la Piazza non c’è, quindi non strumentalizzate se questi hanno fatto solo un comunicato stampa!
Punto secondo: definire l’ambientalismo spezzino esaurito ed esausto è non solo indecente e gratuito, ma non vero: non è così, avrete ( e avrai, caro Sindaco) ancora a che fare con noi, e non potrete farne a meno. Così come è fuori dalla realtà dire che siamo usurati da 30 anni di risultati scadenti: la pedonalizzazione di Corso Cavour – quella vera-, il fatto che la centrale Enel non abbia più 4 gruppi a carbone ma uno solo – che comunque continua a dare problemi enormi e su cui il Comune è timido- e il Tavolo di Concertazione sul Piano Regolatore Portuale ( che non viene fatto funzionare a dovere dalle istituzioni) dimostrano esattamente il contrario, che qualche piccolo risultato -che non basta – è stato ottenuto.
Vergognoso poi il passaggio sulla vita democratica interna quantomeno oscura delle associazioni: LEGAMBIENTE ha i suoi soci, i suoi organi democratici e i suoi dirigenti e non vi è nulla di oscuro (ma lo sa bene, il Sindaco!).
Delude poi tutta la parte in cui parla della cosiddetta ” soluzione condivisa”: si vede ad occhio che è il primo a non credervi, fino a mal sopportare l’iniziativa del ministro e della sovrintendenza, alla quale si manda addirittura un messaggio sibillino, fino a minacciarne di impugnarne gli atti.
Come abbiamo più volte detto, in occasioni pubbliche siamo anche noi per una soluzione condivisa, ma che sia tale! E questa parte prima di tutto con una consultazione ed attenzione continua alle ragioni del dissenso, mettendo a disposizione idee, progetti, documenti. E di non chiedere, a fatti confezionati, solo un generico: sei d’accordo? Sei contrario? Non è questa la partecipazione e la condivisione.

Stefano Sarti vice presidente Legambiente Liguria

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