Massimo Federici, voce a Sgarbi l’hai data tu (secondo me).

Consiglio Comunale gremitissimo e che è scaduto in episodi di estremo squallore tra insulti e qualche spintone.

Tre passaggi nel discorso del Sindaco mi hanno spinta a mettere i puntini sulle i.

Dice Massimo (Federici): “E’ una storia (questa di Piazza Verdi ndr) che, all’insegna della critica al sistema e al palazzo, ha visto muoversi lobby non trasparenti e poteri forti, come quello mediatico di uno Sgarbi, figura che peraltro gode notoriamente di una generalizzata disistima del mondo culturale e artistico italiano. Si narra che questo Sgarbi, che mi ha riservato insulti passibili di querela e che hanno però provocato i sorrisini indegni di alcuni concittadini che per meschini fini di parte sono disponibili anche a sacrificare la dignità di un’intera comunità”.

Rispondo: caro Massimo rifletti, fatevi un esame di coscienza e chiedetevi perchè un arrogante e a tuo dire incompetente ha ottenuto così ampio consenso, ha portato in piazza centinaia di cittadini.

Forse una classe dirigente arrogante e incompetente ha dato voce ad uno ancora più cialtrone?

Di quali lobby stiamo parlando, di quali poteri forti?

Dice Massimo: “Forse soprattutto è la storia di chi vorrebbe questa città sempre chiusa in se stessa a macerarsi e ad autoflagellarsi, affinchè qualche gruppetto possa continuare a vivere di rendite di posizione, di qualche nicchia di privilegio e godere di qualche potere di interdizione: il massimo del risultato, si fa per dire, con il minimo dello sforzo”.

Rispondo: il privilegio (vergognoso), il massimo del risultato con il minimo dello sforzo, lo vedo addosso a gente che continua a vivere di politica facendo pessima politica senza aver mai lavorato, per intenderci mai fatta nemmeno una stagione a Monterosso da fante ai tempi dell’Università (quelli che l’hanno fatta), della serie il lavoro questo sconosciuto.

Questa città è stata flagellata da una classe dirigente incapace non da chi contesta un progetto oltremodo dispendioso, vado in Piazza Verdi tutti i giorni e trovo a presidiare persone che lavorano, che hanno organizzato dei turni di presidio compatibilmente con i propri orari di lavoro. Gente che lavora, non fancazzisti che aspettano la manna dal cielo o che sperano di vivere come i parassiti sulle spalle degli altri e alla faccia degli altri. E tra loro non vedo nemmeno quei personaggi ambigui che indossano cappucci e grembiulini, quelli pubblicamente non si sono proprio espressi sulla vicenda, loro si che sono il vero cancro della città e rappresentano i poteri forti che decidono le sorti della città”.

Dice Massimo: “Abbiamo disposto una verifica di stabilità di quei pini. I risultati saranno disponibili tra 15 giorni (per la cronaca, gli esperti tutti di ogni parte sostengono che questi pini abbiano una manciata d’anni al massimo di vita residua, a prescindere. Perchè è caratteristica della sofferta vita in città dei pini che ciò accada. Dunque di cosa stiamo parlando?”

Rispondo: Massimo informati meglio. I pini domestici hanno nel loro ambiente un ciclo di vita di anche 200/250 anni, in città invece vivono di media 100 anni.

Il problema principale, però, non è dato solo dai pini che tutto sommato nemmeno sono indicati in città per tutta una serie di motivi (ma questo è un discorso molto lungo e un giorno se vuoi te lo spiego). A mio avviso comunque sono esseri viventi e come tali vanno rispettati, ma si sa, io faccio parte di quei 4 ambientalisti ottusi… Poi un giorno se hai tempo e voglia ti spiego anche che cosa significa essere davvero ambientalisti e perchè occorre investire sull’ambiente anche per le generazioni future.

Il punto è il denaro pubblico sprecato. Un milione di euro che il Comune finanzierà con un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti. Se il Comune è in grado di farsi erogare un importo del genere dovrebbe usarlo per cose diverse, urgenti. Giusto mettersi a norma con le leggi comunitarie relative alle reti fognarie ma è più urgente sistemare le scuole, spendere per i servizi sociali, per la pubblica istruzione, sistemare le zone periferiche che apprezzeranno una riqualificazione anche senza la grandeur di un’opera di Buren.

Detto tutto questo è chiaro, e concorderai con me, che le relazioni stilate da un dirigente devono essere precise a prescindere.

 

Foto: www.cronaca4.it

 

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