Consiglio Comunale, un’altra testimonianza

Non è passato neanche un mese da quando il sindaco Massimo Federici scriveva costernato al ministro dei beni culturali Bray:

” … lo sconcerto è invece per la sbrigatività (non tipica dei ministeri quando noi, da quaggiù, la richiediamo) con la quale ha dato disposizioni ai suoi uffici … ”

La stessa “sbrigatività” (che brutta parola! Federici conosce l’italiano?) è stata messa in opera dai solerti vigili urbani che ieri sera hanno spalancato (a comando) le porte dell’aula consiliare UN’ORA PRIMA del previsto ad un manipolo di “giovani amici” dell’amministrazione.
Da quel momento in poi, erano circa le 19.30, ha cominciato ad affluire la variegata umanità dell’Esercito di Massimo, allertata nei giorni precedenti di presentarsi “prima del prima”(qualcuno si riconoscerà in questa locuzione e si chiederà quanto al sicuro siano i suoi dati personali)
Arriva la “Brigata Migiaina” che fa il saluto militare all’assessore Mori, sono dei poveri cristi, dirottati per l’occasione dalla frittura degli sgabei alle paludate stanze comunali, si sono messi il vestito “buono”, le signore gli orecchini.
Arrivano i parenti, la mamma del giovane consigliere in carriera (se non lo trombano prima), la zia del giovane musicista, in carriera anche lui (a giudicare dai risultati, una carriera già molto dietro le spalle)
Arrivano gli “impresari” quelli che gestiscono in regime di monopolio la “cultura spezzina”, i suonatori di tamburi, gli organizzatori di concerti ( oops!, contrordine, adesso organizza regate, pazienza, è la stessa roba).
Arriva il “direttore” disarcionato sul più bello, che in vacanza di incarico e in attesa di giudizio, si dedica all’estensione di livorosi post su facebook contro gli “anti-islamici possessori di SUV, teleguidati (non i SUV) e strumentalizzati contestatori di Piazza Verdi”.
Arrivano i sindacati, quelli con la C maiuscola nella persona del loro maiuscolo segretario (con la C maiuscola anche lui)
Arriva l’ex assessora (prudentemente ricollocata in altro incarico istituzionale) ma NON arriva, stranamente, l’assessore che l’ha disarcionata.
Arriva una processione infinita di dipendenti comunali, dirigenti comunali, consulenti comunali, alcuni con parenti stretti al seguito.
Arrivano gli ARCIbugiardi.

La “chiamata alle armi” ha funzionato, lo stratagemma di anticipare di un’ora l’occupazione del “palazzo” ha consentito alle truppe cammellate di Federici di tenere fuori i “pericolosi contestatori” dall’aula consiliare. Per sovrappiù hanno spedito anche un vigile urbano a farsi medicare all’ospedale, (forse i piedi piatti, non si sa) non si sa mai, meglio abbondare, il Secolo non vede l’ora di pubblicare.
Quale sarà la prossima mossa?
Questi non demordono, anzi denunciano. Non resta che il “foglio di via”.
Solo così si potrà liberare per sempre di loro e procedere sulla strada delle nefandezze che ha inaugurato già nel suo primo disastroso mandato.

Ma non basta circondarsi di servi plaudenti per avere ragione.Non basta occupare le istituzioni con “manu militari” per averne il controllo.
La prossima volta Federici convochi pure il Consiglio direttamente in una Festa Democratica e discuta con i suoi cortigiani fra una salamella e una mazurka.

(Mauro Bertocchi)

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.