Lettera di Giorgio Di Sacco Rolla ad Antonella Franciosi (ARCI) su Piazza Verdi

Cara Antonella,

il video sulla futura piazza Verdi , (novello paradiso spezzino) descrive un inquietante luogo aperto ed assolato con portali e obelischi che rimandano al set di 2001 odissea nello spazio( in peggio, molto in peggio). Un luogo in cui sfrecceranno autobus in entrambi i sensi, alla faccia della pedonalizzazione. Senza entrare in questioni estetiche, mi sembra che la nuova piazza Verdi favorirà l’aggregazione quanto una landa desolata dove le pistole dettano legge.

Nella tua lettera sostieni che gli oppositori al progetto Buren Vannetti sono per il traffico e la sosta selvaggi ,che si oppongono a quel glorioso e democratico progetto di riappropriazione della città iniziato forse con la giunta Rosaia . Insomma oscure forze reazionarie, “teleguidate” da lobbisti e grandi vecchi, che vorrebbero far girare al contrario le ruote del progresso e della socializzazione.Nessuno si oppone ad una riqualificazione, ma bisogna intendersi sul significato del termine: rifare la pavimentazione, l’illuminazione e gli arredi, senza stravolgere la fisionomia della piazza, permettendo una pedonalizzazione modulare ed intelligente è ciò che vorrebbero i comitati, evitando in questo modo un esborso di 950 000 euro da parte del Comune (è stato contratto un prestito con la Cassa Depositi e prestiti) da sommarsi al finanziamento europeo ( sempre soldi pubblici, non privati, vorrei sottolinearlo). Sono i non luoghi, i centri commerciali come le “terrazze” a compromettere i processi di socializzazione, non i comitati che si oppongono ad un progetto esteticamente ed eticamente discutibile.
Gestendo la Pinetina, ti sarai sicuramente accorta come ormai i giardini pubblici siano circondati, al pari di Fort Apache,dalle automobili, grazie alla ulteriore apertura al traffico di viale Mazzini, nonché al riposizionamento dei parcheggi in via Chiodo , così come erano negli anni sessanta. Una scelta ambientalista?
Non la socializzazione, ma la realizzazione mai fatta in passato del sistema fognario sembra , secondo alcuni, il telos nascosto di questo progetto che intende scavare fino a tre metri nel sottosuolo per impiantarvi pompe decalcificatori ed altri marchingegni che costeranno circa. 600 000 euro l’anno di manutenzione.

Perciò la verità , vi prego sulla piazza, e non la disinformazione stalinista.Mi sto vergognando di essermi candidato con Sel
Giorgio Di Sacco Rolla

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