Andreini: Ruggia si dimetta, e di corsa

Nei giorni caldi della vicenda di Piazza Verdi mi é capitato di scrivere due articoli che ho titolato rispettivamente “Piazza Verdi una battaglia che si puó vincere” e “Piazza Verdi una battaglia che si deve vincere“.

Oggi se dovessi sintetizzare un nuovo titolo sarebbe “Un sindaco e un vice che hanno completamente perso come Astolfo l’uso della ragione.

Il sindaco perché si aggrappa ad un programma elettorale che parla solo 🙂 di riqualificazione della piazza e non altro, e il vicesindaco che credendo di essere ancora  in un regime comunista o fascista,  dichiara bellamente che  si possono avere con i cittadini due percorsi, uno partecipativo e uno decisionale e che  l’amministrazione ha scelto il secondo.

Ricordo a Ruggia e Federici che nel programma elettorale cosí tanto decantato si parlava di partecipazione e di carta della partecipazione,  come si conciliano  i toni fascisti  e non decisionali con questi propositi elettorali,  vorrei proprio saperlo.

Come si conciliano i poliziotti e i carabinieri in tenta antisommossa contro anziani e commercianti e contro cittadini,  che come il sottoscritto hanno il solo torto  di aver difeso gli alberi ancora adesso vorrei saperlo.

Ma il risibile é stato raggiunto quando, vista persa la questione dell’etá dei pini, si é ideata la bella pensata  che ha portato alla verifica della stabilitá e della salute di questi poveri pini.

Incredibile, ma vero, in Piazza Verdi ci sono le scuole, centinaia di bambini ogni mattina sostano sotto o nelle vicinanze degli alberi e l’Amministrazione solo oggi sceglie di verificare se i pini sono stabili o sono malati, se non sapessi che é vero penserei di essere a scherzi a parte o dentro uno dei calambour di Dario.

La questione pini ora é diventata una questione politica, e non piú solo ambientale  e come tale va trattata,  e da tutti, comitati compresi; il sindaco é stato eletto dai cittadini,  la giunta no, io non mi permetto di chiedere le dimissioni a Federici; primo perché non le darebbe mai, secondo perché sono stato fra quelli,  candidati che lo hanno sostenuto, ma del vice sindaco sì e di corsa.

Uno che dichiara che la via scelta é quella decisionale, fregandosene della gente, delle leggi e delle normative ( ad esempio qualcuno puó ricordargli che se il progetto dovesse cambiare si dovrebbero da capo rifare tutte le autorizzazioni relative, senza provare a far partire il cantiere che quindi sarebbe illegale), non merita di stare in quel posto e mi stupisce e mi indigna che il mio partito e i consiglieri eletti anche con il mio voto continuino ad appoggiare le scelte di un  vicesindaco che ha perso completamente di vista i valori della sinistra.
Marco Andreini
Direzione Nazionale
Partito socialista italiano

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