Marzia Ratti, la buona fede e la disinformazione

E’ stato presentato stamattina a Palazzo Civico il progetto Accessit che riguarda il Castello San Giorgio. A parlare dell’iniziativa del Comune c’erano la dottoressa Marzia Ratti delle Istituzioni Culturali e la dottoressa Donatella Alessi, Conservatore del Museo del Castello.

Accessit è  un progetto che si basa su una doppia accessibilità: culturale e per i diversamente abili. Sono previste, infetti, copie delle statue stele che i non vedenti e gli ipovedenti potranno toccare, spiegazioni nella lingua dei segni per i non udenti e una carrozzina a disposizione di chi ha difficoltà di deambulazione. Un bel progetto.

Per maggiori informazioni vedere il sito del Comune. www.comune.sp.it

Vista la presenza della dottoressa Ratti, da tempo nell’occhio del ciclone per l’ormai famigerata vicenda della datazione dei pini di Piazza Verdi, è stato inevitabile che la discussione scivolasse su quello. Marzia Ratti si è difesa, dicendo che quanto ha scritto nella relazione del 2009 (e cioè che i pini sono stati piantati nel dopoguerra) l’ha scritto in buona fede e non con l’intenzione di far abbattere gli alberi, con i quali lei stessa è cresciuta. Possiamo quindi, credendo alla buona fede della dottoressa Ratti, pensare a un errore: evidentemente ha scritto quella relazione senza informarsi debitamente. Può succedere: curioso, però, che sia la stessa accusa che la dirigente comunale ha rivolto a noi, quella di scrivere senza informarci, accusandoci di fare disinformazione.

Noi, in realtà, abbiamo riportato quello che lei ha scritto e abbiamo dato notizia del ritrovamento del documento.  (Attenzione, c’è un errore e Il senso di Marzia Ratti per la storia).

Marzia Ratti ha detto inoltre di non essere coinvolta nel progetto di riqualificazione di Piazza Verdi, nel quale è “entrata nel 2009 e uscita nel 2009”, ossia solo per quanto riguarda la documentazione relativa al bando. Documentazione, però, che conteneva un errore, una svista, uno sbaglio.

La dottoressa ha detto che bisogna informarsi prima di scrivere: vero, ma varrebbe anche per chi scrive relazioni per concorsi europei che danno il via a progetti che cambiano radicalmente l’assetto di un luogo (o non luogo, dipende dai punti di vista) importante come Piazza Verdi.

 

 

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